Gentile Direttore,

Non è mia abitudine replicare tramite la stampa, ma la frase del Presidente Formigoni (“Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili”) impone uno strappo alla regola.

Ero in camerino, mancavano pochi minuti alla mia apparizione ad una carmelitana messicana, quando sul mio profilo Twitter è apparso quel messaggio. Non me la sentivo più di andare in scena: ero così seccato che al mio posto ho mandato Padre Pio.

Ho già i miei bei problemi a tenere a bada quel tizio dalle scarpe rosse che dice di parlare in mio nome nonostante non abbia letto neanche un bignami del Vangelo: non mi servono altre seccature.

Chiariamo subito. Giuda è stato volutamente scelto, non si è trattato di un errore. La sceneggiatura prevedeva che qualcuno mi tradisse e poiché all’epoca non c’era un De Gregorio o un Mastella a portata di mano abbiamo indetto una durissima selezione vinta meritatamente da Giuda. Parlare di errore equivale a non riconoscere la professionalità di un traditore serio e preparato.

Per ascendere al Padre ho sborsato tutto di tasca mia, nessun finanziatore generoso, mentre la provenienza dei biglietti dei viaggi aerei di Formigoni è ancora da verificare. Per non parlare di quelli via mare: io in super economy a piedi, lui in yacht super accessoriati.

E la coerenza? Formigoni ha parlato di tagli e di sacrifici in mezzo a barche di lusso. Quando io invitavo a porgere l’altra guancia non lo facevo mica mentre prendevo a calci in culo Caifa!

Che dire poi dell’abbigliamento? Se mi fossi vestito come lui mi avrebbero crocifisso molto prima. Le sue camicie non le avrei usate nemmeno come sudario. Questione di stile.

Spero che questa lettera abbia chiarito una volta per tutte l’inopportunità del riferimento alla mia persona. Approfitto della presente per prendere le distanze dall’Opus Dei.

Cordiali Saluti

Gesù “Cristo” da Nazareth

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