Douglas Adams

Londra celebra lo scrittore Douglas Adams. Ieri avrebbe compiuto 60 anni, il papà della fantascienza umoristica, l’autore della saga “Guida Galattica per gli autostoppisti”, 5 libri e 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo. E chissà come sarebbe finita, la Guida, se un infarto non avesse stroncato Adams l’11 maggio del 2001.

Ieri, al teatro Hammersmith Apollo di Londra, biglietti esauriti per i festeggiamenti dello scrittore. C’erano artisti, divi e scienziati. Terry Jones dei Monty Python, l’inventore di Mr. Bean Richard Curtis, l’attore Stephen Frey, il fisico del Cern Brian Cox. David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd, per l’occasione ha rispolverato “Wish you were here”. Il parterre dei musicisti comprendeva, tra gli altri, Gary Broker dei Procol Harum (storica rock band inglese tra i ’60 e i ’70 ) e Robbie McIntosh dei The Pretenders. Non poteva mancare la torta con le candeline, ma a spegnerle è stato un rinoceronte (finto, s’intende). Durante un viaggio in Africa, infatti, Douglas Adams li aveva presi così a cuore, i rinoceronti, da dar vita alla fondazione “Save the Rhino”.

Adams, del resto, era un tipo a modo suo. Laurea in letteratura inglese al St John’s College di Cambridge, scriveva di fantascienza ma era un chitarrista niente male. Tanto da esibirsi coi Pink Floyd all Earl’s Court di Londra nel 1994, per il suo 42esimo compleanno. Giusto il tempo di suonare Brain Damage e Eclipse. Poi l’amico David Gilmour si riprese la 6 corde. Dal 1974 Adams scrisse anche per i Monty Phyton. Coi quali aveva un punto in comune: l’ossessione sul senso “della vita, l’universo e tutto quanto”. Guardava il mondo con stupore, Adams. Si meravigliava della varietà delle fauna animale e non riusciva a credere che Dio giocasse a dadi con l’universo. Allora si mise in cerca di risposte. Non le trovò nella religione (era ateo militante) bensì nella fisica e nella biologia. Divenne grande amico del biologo evoluzionista Richard Dawkins, il teorico del “Gene egoista”. E divenne lo scrittore più amato dagli scienziati, Stephen Hawking in testa.

Si capisce. Guida Galattica è un frullato di ironia, scienza e filosofia. Nel primo capitolo della saga, infatti, un supercomputer impiega 7 milioni e mezzo di anni per trovare risposta alla ‘domanda fondamentale sulla vita l’universo e tutto quanto’. Un po’ come la caccia al bosone di Higgs, la particella di Dio inseguita dai fisici di tutto il mondo. “Adams prende teorie e leggi della fisica ribaltandole”, spiega Andrea Bernagozzi, ricercatore dell’osservatorio astronomico della Val D’Aosta. “Equazioni e teoremi finiscono per dimostrare tutto e il contrario di tutto”.

Cinema e tv hanno saccheggiato a piene mani dal repertorio di Adams. Guida Galattica ha ispirato Futurama (il cartone del papà dei Simpson Matt Groening) e una pellicola di discreto successo, con la regia di Garth Jennings. Ora sulla Bbc è in arrivo la serie tv “Dirk Gently”, firmata dal creatore di Misfits Howard Overman. Dirk Gently,come l’ispettore olistico disegnato dalla penna di Douglas Adams. Uno sherlock Holmes dei nostri tempi, col conto in rosso e casinista come pochi. Non molto diverso dal suo creatore, stroncato da un infarto mentre faceva palestra. Prima di morire Douglas Adams stava lavorando al terzo atto della saga dello strampalato detective. I primi due sono “Dirk Gently, ispettore olistico” e “La lunga e oscura pausa caffè dell’anima”. Il terzo, pubblicato postumo e incompiuto nel 2002, è “Il salmone del dubbio”. Difficile spiegarne la trama. Douglas Adams, in un appunto, la spiegava così:

“Dirk Gently, assunto da un cliente che non incontrerà mai per una missione che non verrà mai specificata, si mette a pedinare la gente a caso. Le sue indagini lo conducono a Los Angeles, dove entrerà nelle membrane nasali di un rinoceronte per uscire in un lontano futuro dominato da agenti immobiliari e canguri armati fino ai denti”
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Fece in tempo a scrivere i primi 10 capitoli, senza capire se fossero il seguito dell’ispettore Dirk Gently o un nuovo capitolo della Guida Galattica. Douglas Adams morì nel dubbio, come il salmone.