C’è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c’è chi lavora…Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.

Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all’idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta Società Civile si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere l’unica alternativa alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d’uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.

Un esempio di questa concretezza ce lo dà l’associazione L’Altra Napoli Onlus, fondata da Ernesto Albanese, che in collaborazione con don Antonio Loffredo ha realizzato un piccolo miracolo in un contesto difficile come il Rione Sanità a Napoli.  L’Associazione, insieme alle cooperative e alle associazioni di cittadini già presenti nel quartiere, hanno recuperato luoghi dismessi o dimenticati, tra cui le spettacolari catacombe di San Gennaro, affidandone la gestione – sostenuta anche dalla Diocesi di Napoli – alla cooperativa sociale “La Paranza”, formata da giovani del Rione. Oggi, dopo soli 18 mesi, il numero dei visitatori è triplicato.

E’ stata riaperta dopo 41 anni l’antica Basilica paleocristiana di San Gennaro extra moenia, adiacente alle Catacombe, utilizzata dal 1967 come magazzino dell’ospedale San Gennaro. Poi l’ex chiesa di San Vincenzo e dell’Immacolata, oggi Accademia della Sanità, da tempo anch’essa abbandonata e oggi trasformata in un teatro e centro polifunzionale per attività di danza e psicomotricità infantile. E’ stato risistemato e aperto al pubblico il giardino della Chiesa di San Severo: oggi il Giardino degli Aranci è uno dei pochissimi spazi verdi del Rione Sanità, aperto ai bambini e gestito e custodito dalla gente del posto. La cancellata del giardino, che ha sostituito il vecchio muro di tufo, è stata realizzata da una nascente cooperativa di cinque giovani artigiani del quartiere, gli Iron Angels, specializzatisi nella particolare lavorazione dei metalli poveri, sotto la guida del Maestro Riccardo Dalisi. La casa parrocchiale, annessa al Giardino degli Aranci, è diventata invece “L’Altra Casa”, un centro di assistenza post-scolastica per i bambini e per le mamme in difficoltà. In uno spazio adiacente alla chiesa di San Severo sarà a breve inaugurato uno studio di registrazione che verrà affidato ad un gruppo di giovani che si stanno formando come tecnici del suono. Tra i primi interventi dell’Associazione, la ristrutturazione dell’antico Chiostro della Basilica della Sanità – cuore pulsante delle iniziative del quartiere che è ora uno spazio aperto all’aggregazione sociale per i ragazzi, mentre nell’adiacente Cappella del Rosario avviene oggi uno dei più begli esempi di valorizzazione e recupero dei giovani in città. La Cappella, infatti, è la sede delle prove dell’Orchestra Giovanile Sanitansamble, composta da 34 bambini e ragazzi del Rione Sanità che da 4 anni studiano insieme musica classica su ispirazione del modello venezuelano fondato 30 anni fa dal Maestro J. A. Abreu.

Ernesto Albanese racconta: “Non ne abbiamo perso uno di questi ragazzini, e dopo un anno siamo riusciti a farli suonare di fronte a un pubblico di mille persone…”. E lo scorso 1 ottobre 2011 la Sanitansamble ha suonato per il Presidente Napolitano, nella Basilica di San Gennaro extra moenia.

Tra le più recenti iniziative, va anche menzionato il progetto “Una vela per sperare” che, in collaborazione con la Fondazione L’Albero della Vita e la Lega Navale Italiana, organizza corsi di vela per bambini di quartieri difficili della città.  E quanto tempo c’è voluto per questa valanga di iniziative? 5 anni. Oltretutto si sono attuate iniziative basate sulla filosofia della sostenibilità: creare posti di lavoro duraturi e diffondere professionalità e micro impresa. Don Antonio Loffredo – parroco del Rione Sanità – mi racconta che tutte queste attività nel loro insieme hanno generato una cinquantina di posti di lavoro gratificanti. Non solo un salario ma anche cultura, passione e professionalità. Quindi un confronto vincente rispetto alle offerte dell’economia criminale. Suonare, occuparsi di arte, audiovisivi, teatro, turismo, ferro battuto, restauro, sono attività appaganti molto più che fare i manovali per la camorra.

E tutto quanto è stato realizzato senza usare un euro di denaro pubblico. Hanno speso oltre 3,5 milioni di euro. Come li hanno trovati? Anche questo è interessante. Spesso i gruppi solidali non si pongono in modo pragmatico la questione dell’autofinanziamento. Invece l’associazione L’Altra Napoli ha creduto che se fosse stata capace di comunicare usando un linguaggio adatto agli sponsor e avesse dimostrato efficienza e rapidità negli interventi, sarebbe riuscita a ottenere la fiducia di aziende, fondazioni e organizzazioni sociali e religiose. E hanno in effetti ottenuto il sostegno iniziale del Cardinale di Napoli e della fondazione Clinton Global Initiative, che ha permesso in seguito di ottenere la fiducia e il sostegno di altre numerose fondazioni e aziende, la lista degli sponsor è in effetti impressionante.