Una corsa contro il tempo. E’ quella che il Consiglio regionale della Campania dovrà fare per approvare, entro sera, il piano regionale dei rifiuti. Se non ce la farà è in arrivo da Bruxelles una pesante sanzione: 516mila euro per l’assenza di un programma di gestione della spazzatura campana.

Mentre la Commissione europea è in attesa del documento, un portavoce della commissione europea fa sapere: “La scadenza era ieri a mezzanotte, ma, dato che era domenica, aspettiamo la lettera entro oggi”.

L’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano ha riassunto la strategia della giunta a guida centrodestra: “Previsti quattro termovalorizzatori, l’impianto esistente di Acerra, più Napoli Est e Salerno. E ancora: un gassificatore a Capua più un bruciatore a Giugliano per le ecoballe stoccate, oltre agli impianti di compostaggio”. Peccato che, per restare a Napoli, l’inceneritore sia stato più volte bocciato dal sindaco della città Luigi De Magistris, anche se continua a professarsi ottimista su una soluzione condivisa.

Non la pensano così i comitati che stamane hanno protestato contro il piano regionale che, fra le altre cose, prevede la raccolta differenziata al 50 per cento, mentre la legge nazionale impone il 65 entro la fine del 2012.

“Inoltre – denunciano i cittadini – gli inceneritori previsti produrranno rifiuti speciali che dovranno essere smaltiti in nuove discariche. Faremo la fine dell’Olanda oggi costretta ad importare rifiuti per bruciarli dopo aver raggiunto l’80 per cento di differenziata”.

Proprio la soluzione delle navi potrebbe, nel breve tempo, restare l’ultima ancora di salvataggio per la crisi campana. Soprattutto ora che il governo Monti ha fatto dietrofront sul decreto che avrebbe dovuto consentire il trasporto dei rifiuti fuori regione. Il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha fatto sapere, infatti, che i viaggi saranno possibili solo previo accordo tra le regioni.