“Ogni qual volta il governo Monti presenterà un provvedimento teso a ridurre anche di un solo punto la distanza tra il primo e l’ultimo della scala sociale il nostro voto di fiducia non mancherà”. “Ogni qual volta il governo ci avvicinerà all’Europa anche in tema di conflitto di interessi, di antitrust, di autonomia delle autorità indipendenti e del servizio pubblico, e se finalmente promuoverà un’asta vera per l’assegnazione delle frequenze, il voto di Articolo21 non mancherà mai…”

Con queste parole avevamo espresso la posizione dell’associazione all’atto della formazione del nuovo governo.
Non ci siamo pentiti e non abbiamo cambiato idea, proprio per  questo abbiamo deciso di non partecipare al nuovo voto di fiducia e al voto finale sulla manovra.

Non ci sará infatti alcuna riduzione delle distanze sociali e nessuna risposta è stata data sull’asta per le frequenze, perché Berlusconi ha posto il suo veto e il governo tecnico, almeno sino ad oggi, lo ha subito.

Se e quando cambieranno opinione, se e quando il ministro Passera avrà finito di studiare, per usare le sue parole, il dossier sulle frequenze e, se avrà elaborato una proposta per “Salvare l’Italia” anche in questo settore, non mancheremo di esprimere un voto positivo.

Sino ad allora No asta, No voto!