Ci momenti in cui chi si è sbagliato deve essere tanto intelligente da ammetterlo. Non si tratta di una sconfitta, ma di lasciare l’opportunità al nuovo di emergere, tenendo conto degli errori dei padri. E’ questa l’intelligenza degli anziani quando sono saggi. Di aiutare il nuovo a nascere facendo tesoro dell’esperienza di chi è venuto prima anche quando ha la responsabilità di averci portato in un vicolo cieco.

Poche settimane fa, sembrano anni, si è svolto a Bologna un incontro con Prodi, Vendola e molti esponenti di rilievo del Pd.

L’occasione era una conversazione a partire dall’ultimo libro di Loretta Napoleoni dal titolo Il Contagio. Ho letto il libro solo dopo quell’incontro e lo consiglio a chiunque voglia capire non solo cosa sia questa crisi, ma anche come sia possibile uscirne senza lasciarci suicidare. Perchè è questo che i politici di tutta Europa stanno facendo: ci stanno suicidando.

Ci è stato ripetutto come un mantra lo spauracchio di quel che sarebbe accaduto se non fossimo stati accettati nell’Euro. E i risultati di esserci sono sotto i nostri occhi. E non si può più dire che sarebbe peggio di così. Perchè il peggio è già sotto i nostri occhi impotenti.

Di quell’incontro non capivo il tono di sufficienza di Prodi nei confronti dell’unica richiesta avanzata dalla Napoleoni: che si iniziasse a ragionare su scenari alternativi all’Euro. L’ho capito solo quando l’ho letto: nel libro si mostrano le ragioni del fallimento dell’Euro con nomi e cognomi (incluso quello di Prodi), fatti e circostanze, prospettando come per uscire dalla crisi bisogna per prima cosa avere il coraggio di riconoscere il fallimento del percorso, e dei valori, inseguiti fino a oggi.

Un percorso che per Prodi è stato anche un pezzo di vita importante. La politica e l’economia non sono mai disgiunte dalla vita delle persone. E ci sono persone che hanno responsabilità non solo verso di sè, ma anche verso la collettività. Cosa sarebbe se Prodi, e tutti quelli che come lui hanno instaurato il monoteismo della moneta unica in Europa, ammettessero che si sono sbagliati? Ricominciare si può, ma si può solo quando non si chiudono gli occhi di fronte ai propri errori.

Prodi e tutti coloro che hanno voluto quest’Europa così com’è ora hanno una grandissima responsabilità: quella di ammettere gli errori per iniziare a collaborare con le proposte serie che da molte parti vengono avanzate per andare oltre. La collaborazione tra il vecchio e il nuovo è necessaria per evitare il suicidio, ma il primo passo è di scendere dal piedistallo e cominciare a “Caminar preguntando”. Ci vuole umiltà però.

Un’umiltà che non riguarda solo Prodi, ma anche tutti noi che in un modo o nell’altro, di questa finta unione siamo stati orgogliosi. Oggi l’Europa o diventa l’Europa dei Popoli o muore.