La strage di Ustica del 27 giugno 1980 che fece 81 vittime sarà oggetto di un’interrogazione urgente prima in consiglio e poi in commissione Europea. Lo ha annunciato l’eurodeputato Salvatore Caronna che, insieme ai colleghi Sergio Cofferati e David Sassoli, ha convocato un incontro a Bruxelles per sollecitare risposte da quelle nazioni che, finora, hanno quasi del tutto ignorato le rogatorie italiane. Informazioni richieste dai magistrati ma mai fornite, tasselli che potrebbero provvedere la chiave per il proseguimento delle indagini e per raggiungere il fine ultimo della verità.

“All’incontro hanno preso parte gli europarlamentari rappresentanti di Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Belgio e l’esito del colloquio”, ha commentato Caronna, promotore in prima persona di questa iniziativa, “ed è stato molto positivo. Oggi si sono gettate le basi per rinnovare quella collaborazione tra Paesi membri che dovrebbe essere una prerogativa all’interno dell’Unione Europea. Più che arrivare all’istituzione di una commissione d’inchiesta, che non avrebbe in effetti alcun potere esecutivo, sarebbe utile spingere sui governi affinché si muovano e consentano ai nostri magistrati di mettere insieme gli elementi che ancora mancano”.

Martin Shulz, capogruppo socialista in Europa e probabile prossimo presidente dell’Ue, si è dimostrato particolarmente attento alla questione e ha promesso un intervento concreto in favore dell’Italia, che da 30 anni ormai attende la verità. Oltre alle interrogazioni urgenti che presenterà a breve, infatti, Shulz si impegnerà attivamente per sensibilizzare tutti gli europarlamentari su una questione “che non è più solo italiana, ma che riguarda ormai tutta l’Europa. Coinvolgere il parlamento europeo”, ha aggiunto Caronna, “eserciterà una maggiore pressione su chi ha lasciato le rogatorie inevase e indurrà a rispondere chi non l’ha ancora fatto, con molta più efficacia”.

Inoltre, la Germania appoggerà la petizione inviata dall’Associazione familiari delle vittime di Ustica alla Commissione petizioni dell’Ue, così che tutto il Parlamento si interessi attivamente della questione.

“È stata una giornata di colloqui fruttuosi”, ha commentato la senatrice Daria Bonfietti, presidente dell’associazione vittime, “abbiamo chiesto agli onorevole di trasmettere a tutti gli europarlamentari le nostre istanze e di sollecitare strumenti e azioni del parlamento europeo verso coloro che hanno ricevuto le richieste dall’Italia ma non hanno ancora collaborato. Si tratta di informazioni che potrebbero essere utili per fare luce sulla verità e che oggi mancano ai nostri magistrati”.

Un appoggio inaspettato l’associazione l’ha ricevuto anche dalla commissione petizioni. “Noi abbiamo inviato l’istanza subito dopo la sentenza di Palermo”, che ha riconosciuto non solo un risarcimento alle famiglie delle vittime, ma anche la motivazione storica della strage. Per la per la prima volta, infatti, i giudici hanno parlato di una guerra aerea, di depistaggio e del velivolo civile che venne abbattuto da un missile.

E la presidente della Commissione, l’italiana Erminia Mazzoni, eletta dal Pdl e ora nel gruppo dei Popolari Europei, ha accolto favorevolmente l’istanza di Daria Bonfietti, dichiarandosi “impegnata con grande determinazione” nella ricerca della verità. Un’affermazione inattesa, vista la posizione ufficiale del Popolo delle Libertà, e una stoccata all’ex sottosegretario della presidenza del consiglio dei ministri italiani Giovanardi, che ha sempre portato avanti la tesi – in barba a qualsiasi perizia balistica ed esplosivistica – secondo cui la strage sarebbe stata stata causata da un ordigno posto all’interno della fusoliera dell’aereo Itavia.

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