Se vi chiedessero qual è la cosa piú complicata al mondo, voi cosa direste? Io risponderei la matematica, mai l’ho capita e mai la capiró. Seguita a ruota dalla convivenza. Mai una che abbia funzionato, e forse mai una funzionerá.

Pensateci. Quante convivenze vanno a lieto fine? Quante volte ci si sta cosí simpatici, poi si va a convivere, e si scopre che simpatica sí, ma con un’avversione a tirare lo sciacquone e altri orrori?

Tutto il mondo è paese, e a Londra si sperimentano moltissime convivenze, dato che capita spesso di cambiare casa, e non sai mai quello che ti può capitare.

Perché non si è mai preparati alla tragica scoperta che la coinquilina in camera ha una sottospecie di dispensa, anzi no, frigorifero, con tanto di frutta, verdura e formaggio sul pavimento. E la magica “sparizione” delle pentole è cosí spiegata: insieme al frigo, ha pure un fornelletto da campeggio. Per cucinare in pace. O appiccare un incendio.

Che dire del coinquilino che a mezzanotte decide di farsi una grigliata mista, mentre tu nel frattempo vorresti dormire, e lui cucina bistecche e peperoni alla griglia?

O sí, perché no, alla coinquilina che decide di dare vita a dei gorgheggi di piacere nel cuore della notte. Gorgheggi, che poi diventano urla e tu, da sdraiata nel tuo letto, ti ritrovi a battere timidamente il pugno sul muro che divide le vostre camere da letto.

Ognuno ha abitudini diverse, ma la parola “convivere” dovrebbe racchiudere in se anche un po’ di vediamo di venirci incontro. Cosa che molto spesso non accade, e dà vita a dialoghi come:“Io non ho mai freddo, quindi il riscaldamento non lo accendo mai.” “E se io avessi freddo?” “Se vuoi accendilo. Ma non mettere il timer, mi infastidisce.”

Capite:io il riscaldamento non lo posso accendere. E nemmeno posso mettere il timer, perché infastidisce la mia coinquilina che, prima di utilizzarlo perché io lo utilizzo, si alzava alle 6 di mattina per andare ad accendere il riscaldamento. Lei non metteva il timer, lei si metteva la sveglia alle 6 per accendere il riscaldamento.

La pulizia è un altro momento interessante della convivenza.

C’è chi fa delle tabelle con i turni, chi si parla, chi non fa niente e pulisce quando vuole. Nella mia vecchia casa vigeva l’ultima regola. E così sei sempre tu che pulisci. Ci sono poi quelli che controllano tutto. Controllano come pulisci, dove pulisci, quanto pulisci (nel senso di minuti spesi a passare l’aspirapolvere), e i carichi della tua lavatrice. “Dovresti mettere piú cose dentro la lavatrice”. E poi li senti lamentarsi perché le lenzuola rosse con la maglietta blu hanno fatto diventare i loro jeans viola.

Ma il problema principale della convivenza a Londra è l’uso del salotto.

Il salotto é la preda di tutti i coinquilini. Il primo che arriva a casa è quello che avrá il dominio sul telecomando, e il posto assicurato sull’unico divano che possedete.

Una volta piazzatosi sul divano, il coinquilino lascerà la preda solo dopo aver guardato programmi orrendi alla tv per tutta la sera. Se arrivi tardi, sei spacciato.

Se vi chiedete dove corrono gli inglesi dopo il lavoro, perché si arrabbiano se perdono la prima tube e se in bici prendono il rosso, ve lo dico io, il motivo: la maggior parte vuole quel posto sul divano di casa.

E lo vuole prima del coinquilino amante del trash.

di Costanza Pasqua, blogger