E così il ministro della Funzione Pubblica si è sposato con  l’avvenente Titti nella suggestiva cornice di Ravello. Ma, a quanto si apprende avrebbe anticipato il rito civile convolando poco dopo la mezzanotte del giorno precedente gabbando così i precari che si erano dati appuntamento per rovinargli la festa, e alcuni agenti della polizia pronti a contestarlo per i tagli alle forze dell’ordine.
“Mica sono cretino” avrà sogghignato il ministrello al suo entourage illustrando l’astuto piano.

Nel frattempo i principali telegiornali che, soprattutto in estate con i matrimoni dei vip ci vanno a nozze, non ci hanno negato alcun dettaglio della cerimonia intervistando l’amico chef e il pasticcere  e fornendoci con dovizia di particolari il ricco menu nuziale: la zuppa di polipo con raviolini di vongole, il risotto con colatura di alici, i pomodori appassiti e i calamari, la pizza, la mozzarella e il dolce di ricotta e pere espressamente richiesto dallo sposino.

Ben poche le interviste fatte a quei giovani, che attraverso un tam tam su Facebook si erano autoconvocati per fare la festa al ministro.

A loro proprio non è andata giù di sentirsi chiamare “l’Italia peggiore“. A questa Italia, secondo l’Istat appartengono due milioni e mezzo di lavoratori precari più altri 400mila del sommerso che non vengono conteggiati.

E non avevano probabilmente gradito neanche quei 7 milioni 810 mila individui poveri (sempre secondo l’Istituto di statistica) dopo aver ascoltato il ministro affermare: “In Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche. Rumoreggiate pure ma queste sono le statistiche”.

Per una volta, ci tocca dare ragione a Tremonti