Amiche e Amici, credo che tutti voi potete ben immaginare quale gioia sgorga dal cuore dopo l’esito dei referendum, osteggiati dalla mala politica, truffati dal governo antidemocratico che affligge l’Italia e oscurati dalla tv prezzolata e venduta al potere osceno di Berlusconi che non si rassegna a mollare la presa e i privilegi ignobili. Il popolo e la società civile, centinaia e migliaia di ragazzi e di giovani senza mezzi, senza strumenti, ma con la sola forza della loro incoscienza e dei loro ideali di democrazia e dignità hanno reso possibile questo “miracolo” costituzionale: portare ai seggi 27 milioni di Italiane e Italiani e convincerli a votare al 95% (media) quattro volte “Sì”. Solo gli incoscienti e gli innamorati potevano riuscirci e infatti solo gli incoscienti ostinati a credere nella Democrazia e gli innamorati della Costituzione e della Legalità hanno reso possibile questo atto d’amore supremo e unico.

Berlusconi è sconfitto. Bossi è cotto. Ormai sono fuori dalla storia. Poiché sono ignoranti, senza un disegno politico e senza una idea di Nazione, cercheranno di resistere a lungo. Il primo, Berlusconi, perché ha urgenza di chiudere i processi e scommetto che farà di tutto per aggirare il referendum sul legittimo impedimento con il varo di una legge sulla prescrizione. Egli sa che la sua prospettiva sarebbe la galera ed è l’unico motivo per resistere ancora abbarbicato alla poltrona del potere. L’altro deve racimolare uno scampolo qualsiasi per ingannare e frodare il popolo leghista che non eccelle di pensiero riflessivo, visto che beve tutto quanto la banda Bossotti gli passa. Non gli importa il federalismo solidale, ma gli serve una parola, meglio se vuota come “federalismo fiscale” per legittimare i suoi venti anni di fallimento.

Mi auguro, ma non ci credo, che la sinistra non dilapidi il patrimonio del 95% di 27 milioni di cittadini che, senza partiti e anche contro di essi, hanno saputo fare una politica rivoluzionaria bloccando la deriva fascista del governo Scilipoti-Berlusconi-Bossi e mettendo un argine di popolo all’invasione della illegalità dello stesso governo, sorretto da una maggioranza indegna propria perché si dice cattolica e per questo doppiamente indegna.