Il direttore del Fondo monetario internazionale, Strauss Kahn, nonché uno dei possibili candidati socialisti per l’Eliseo, è stato arrestato dall’Fbi perché una donna, che lavorava come cameriera nell’albergo che lo ospitava, lo ha denunciato per tentato stupro.
Strauss Kahn è stato bloccato all’areoporto, mentre stava tentando di rientare in patria, lo hanno trattato esattamemte come trattano un qualsiasi alto cittadino accusato di violenza e di stupro.
Naturalmente ci auguriamo per lui che possa dimostare la sua innocenza ed uscire indenne da questa brutta vicenda.

Vorremmo solo consigliargli di non chiedere aiuto a qualche avvocato parlamentare italiano esperto nel ramo, perchè altrimenti, nell’ordine, gli verrebbe suggerito di:
1. Negare tutto sempre e comunque e accusare la cameriera di essere al servizio del terrorismo internazionale o di Le Pen
2. Accusare gli agenti federali di essere delle “Toghe rosse”, anche se non sarà facile spiegare al pubblico americano il significato di questa espressione.
3. Provare a sostenere che stava tentando di soccorrere la donna perchè colta da improvviso malore e lui era convinto, ma proprio convinto, che fosse una parente, forse una nipote d’un pezzo grosso della amministrazione americana, addirittura una lontana nipote del presidente Obama.
4. Chiedere al ministro competente di promulgare una legge per impedire sia il processo sia l’eventuale condanna, con l’avvertenza che, negli Stati Uniti, paese giustizialista, l’autore di una simile proposta potrebbe precedere nelle galere federali il proprio assisitito.

Strauss Kahn, dunque, non potrà usufruire di alcun legittimo impedimento e dovrà affidarsi alla giustizia ordinaria e, se avrà validi argomenti, riuscirà a venirne fuori.
Per una volta, invece, vorremmo che ad avvalersi del legittimo impedimento fossero proprio i giudici di Milano, che oggi dovranno ascoltare le finte deposizioni del presidente imputato.
Berlusconi, che è anche candidato a Milano e Napoli, come sempre, all’uscita dall’aula, tenterà il solito spettacolino, l’ennesimo comizio e troverà compiacenti microfoni pronti a registrare l’ultimo appello al voto, a seggi ancora aperti, mentre vige ancora il silenzio elettorale.

Si avvalgano i giudici per una volta del legittimo impedimento, impediscano un illegittimo comizio. Per una giornata il presidente imputato, faccia il candidato imputato e gli sia applicato il silenzio stampa, per altro imposto dalle leggi.

Le autorità cittadine e le forze dell’ordine hanno il dovere di far rispettare le norme senza eccezione alcuna, almeno in  occasione delle elezioni, visto che non lontano da palazzo di giustizia ci saranno ancora urne aperte ed elettori in fila.
A Strauss Kahn, legittimamente, non è stato consentito nulla, a Berlusconi, illegittimamente, è stato consentito di tutto e di più.

E’ giunto davvero il momento di ripristinare la legalità repubblicana, dentro e fuori i seggi elettorali, pensiamoci: siamo ancora in tempo ad utilizzare il nostro voto come il più potente strumento di liberazione etica e politica, e non solo a Milano.