Oltre 15mila persone sono pronte a sbarcare sulle coste italiane. Tra questi, forse anche dei terroristi infiltrati. E’ l’allarme che lancia oggi il Copasir, dopo aver ascoltato il direttore dell’Agenzia informazioni per la sicurezza interna, Giorgio Piccirillo. Sarebbe questa la mossa segreta di Gheddafi per far pendere dal suo lato l’ago delle operazioni in Libia. Il Colonnello avrebbe liberato i detenuti dei suoi cosiddetti centri-lager, provenienti dal Corno d’Africa, dal Ciad e dall’Africa subsahariana. I 15mila migranti dovrebbero partire dal porto di Zuwarah, a circa 120 chilometri da Tripoli e controllato dal regime. Sempre Piccirillo ha anche riferito la preoccupante corruzione dei poliziotti tunisini, pagati con tangenti da 500 euro al mese per far partire gli scafisti, che hanno ormai sviluppato un giro d’affari di milioni di euro. L’allarme del comitato per la sicurezza smentisce le dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni che, a proposito dell’emergenza migranti aveva commentato: “La fase acuta, diciamo così, si è conclusa”.

Linea dura per Francia e Gran Bretagna, l’Italia fa i conti dell’emergenza. “La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo, ma ne deve prendere la sua parte”. Ancora nessun segnale d’apertura dal governo d’oltralpe, che chiede all’Unione Europea di potenziare gli aiuti nel Sud del mondo, “la miglior risposta ai flussi migratori”, secondo il ministro degli Esteri francese Alain Juppè. A cui fa eco il primo ministro d’oltralpe, Francois Fillon, secondo cui sarebbe più utile se la missione europea Frontex “riportasse in Tunisia” i migranti intercettati, anziché trasferirli prima a Lampedusa. E la linea dura viene scelta anche dalla Gran Bretagna che, nelle parole del premier David Cameron, ha fatto sapere di voler chiudere le porte a un’immigrazione definita “di massa” e a chi non si integra imparando la lingua. Ma molti Paesi europei lamentanol’eventuale carico di un flusso di migranti senza precedenti, in Italia l’onorevole del Pdl Gabriella Carlucci ricorda quanto costi ogni giorno al Paese l’emergenza: 2,5 milioni di euro all’anno, secondo quanto riporta l’onorevole, che andrebbero sottratti “dai fondi che l’Italia invia al bilancio comunitario”, ha dichiarato.

Dall’Europa arrivano tentativi di conciliazione. Eppure la Ue ha oggi rivolto parole concilianti all’Italia. L’immigrazione è “una sfida europea che ha bisogno di una soluzione europea”, è stato il commento del presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che ha tentato di gettare acqua sul fuoco sulla polemica-Schengen, risolvibile con “soluzione pratiche e dialogo”, secondo Barroso. A ricomporre la frattura tra Italia e Belgio ha invece provato la commissaria europea Cecilia Malmstrom, secondo cui il governo belga è libero di introdurre i controlli alle sue frontiere per i migranti che vengono dall’Italia. Ma ha ricordato la commissaria: “Il sistema Schengen si fonda sulla fiducia tra gli stati membri e su regole molto chiare”. Il Consiglio d’Europa ha poi approvato oggi un rapporto in cui si chiede a tutti i 47 Stati membri di applicare subito la direttiva Ue sulla protezione temporanea  nel caso di uno sbarco consistente dalla Libia, per condividere le responsabilità dell’emergenza.

Polemiche all’indomani dell’incidente a Pantelleria, continua a svuotarsi Lampedusa. E’ partito oggi da Lampedusa un volo di rimpatrio con a bordo una trentina di cittadini tunisini. Con questa partenza, sull’isola restano al momento circa 160 migranti, di cui 36 minori, che saranno presto trasferite in strutture d’accoglienza nel territorio nazionale. Dopo l’altro volo previsto per stasera, sull’isola – su cui domani atterrerà in visita il ministro della Difesa Ignazio La Russa – dovrebbero rimanere un centinaio di cittadini stranieri. Nessun sbarco si è registrato la notte scorsa né sull’isola né a Pantelleria, dopo l’incidente di ieri in cui si sono registrate due vittime. “Li hanno fatti morire. Perché non sono interevenuti subito? Li ho chiamati ieri pomeriggio tra le 18 e le 19, si sono mossi dopo 15 ore”, racconta Antonio Grimaudo, comandante del peschereccio ‘Cosimo Aiello’ che ha allertato per primo la Guardia Costiera.