di Guido Mula*

Ecco, il ministro Gelmini sarà finalmente contenta di aver portato a casa la “sua” riforma “epocale”. Non ha ascoltato nessuno, ha calpestato le voci dei giovani e dei ricercatori, insieme alla sua maggioranza ha usato tutta l’arroganza e il disprezzo di chi pensa che nessuno abbia mai ragione al di fuori di sé. Con questa maggioranza hanno offeso gli studenti, hanno gridato prevedendo chissà quali attentati e violenze, hanno chiesto gli arresti preventivi, hanno usato sempre e solo slogan privi di sostanza.

L’università dileggiata, senza soldi, privatizzata, attaccata sotto tutti i fronti però non è morta, ma saprà resistere e risollevarsi nonostante questo attacco scellerato, distruttivo e incosciente: è una caratteristica degli italiani rialzarsi nei momenti di maggiore difficoltà. Quella approvata è una legge che perfino la maggioranza riconosce essere da rattoppare. Se non si accorgono degli errori plateali, si può facilmente immaginare quanta attenzione abbiano dedicato agli errori meno evidenti, ma ben più gravi, di fondo e di sostanza. Se preferiscono approvare una legge sapendo che è errata piuttosto che fermarsi a correggerla, è chiaro che della gente e dell’Università non importa loro assolutamente nulla.

On. Gelmini, l’Università è fatta da tantissime persone capaci di pensare e, soprattutto, capaci di insegnare. Insegneremo ai giovani, agli studenti, ai nostri figli cosa vuol dire Rispetto, Dialogo, Confronto costruttivo, e lo spiegheremo con l’esempio al contrario di quello che in questi mesi avete dato abbondantemente. Mostreremo loro chi sono le persone che hanno deciso di togliere loro un’università di qualità, il diritto allo studio, la libertà di imparare, chi ha coperto con vuoti slogan una legge insulsa e tagli irrazionali. Mostreremo loro come con la forza delle idee è possibile ricostruire e risollevarsi.

*Rete29Aprile