Egregio Presidente Fini,

Sono portatore di una grave forma di handicap dal nome scientifico impronunciabile, ma che colloquialmente ed impietosamente la gente comune chiama Ingenuità Congenita. In un paese come l’Italia dove a rendere la vita impossibile non sono solo le barriere architettoniche, ma soprattutto le barriere etiche e culturali (o forse inculturali) può immaginare quanto questa condizione abbia afflitto la mia vita.

Ma in verità non le scrivo per sottoporle il mio caso umano, piuttosto per offrirle un modesto conforto nei limiti delle mie possibilità. Guardando il suo video diffuso ieri, non ho potuto  fare a meno di notare che lei ha ammesso di essere vittima di una (mi auguro temporanea) forma di ingenuità.

Da quando è iniziato questo carnevale fuori stagione di sapore caraibico-monegasco,  hanno partecipato ai sollazzi gli individui più disparati: direttori di giornali, negozianti di cucine e loro dipendenti, titolari di società di comodo, diplomatici, inquilini, passanti, ex amanti latitanti, un Ministro di Saint Lucia, stampatori di carta intestata, anomini che telefonano in diretta Tv, un avvocato padano, un editore di giornali fantasma, per non parlare delle schiere di politici, sedicenti giornalisti e “personaggi torbidi e squalificati”. Insomma una intera corte dei miracoli, tranne uno: tal Tulliani Giancarlo, il quale pare sia irreperibile da mesi (beato lui che può permetterselo, mentre io se mi azzardo ad assentarmi un solo giorno dal lavoro mi prendo una tale lavata di testa).

Ora la mia condizione di ingenuo mi induce a fare una osservazione: io credo che lei possa procurarsi il cellulare di questa persona. Lo chiami e gli chieda gentilmente di confermare per iscritto ciò che egli sostiene (come dice lei) privatamente e pubblicamente (anche se io personalmente in pubblico non ho avuto il piacere di ascoltarlo) . Una dichiarazione senza troppi fronzoli e orpelli. Una cosa semplice e laconica del tipo (può farne un ‘copia e incolla’ se crede)

Io sottoscritto Tulliani Giancarlo nato a  ______  il ______ dichiaro di non essere, e di non essere mai stato, nè titolare, nè socio, nè beneficial owner, nè di avere qualsiasi altro rapporto con la società Timara Ltd che risulta proprietaria dell’appartamento che ho in locazione in quel di Montecarlo in Boulevard Princesse Charlotte. Preciso di pagare un canone di affitto mensile di euro  _____ e di inviarlo regolarmente tramite assegno/bonifico bancario/altro mezzo di pagamento al Sig.   ­­­­________ all’indirizzo ­­­­­­­­­­­­­__________  (o al conto corrente bancario _________), come da contratto di cui  allego copia alla presente, stipulato in data _________.

Distinti Saluti,
Data e firma

Magari potrebbe spedirne copia anche alla Procura di Roma che si occupa della faccenda, in modo da agevolarne il lavoro di indagine (che lei giustamente rispetta) e di evitare ulteriori perdite di tempo che potrebbe più utilmente essere impiegato a perseguire reati veri (ad esempio le pressioni indebite sui vertici di Autorità indipendenti) e a smaltire i carichi pendenti.

In questo modo credo finirebbe di colpo il carnevale e lei si potrebbe serenamente concentrare sui problemi molto più urgenti del paese, come invocano tantissime persone che affidano i loro commenti a questo e ad altri blog su il FQ (nonché su tutti gli altri siti di informazione italiani). Per esempio potrebbe dedicarsi a promuovere la legalità in Italia (come sembra starle a cuore), ridando slancio alla lotta contro la criminalità organizzata, combattendo la corruzione, facendo luce sul ruolo dei servizi segreti nelle stragi e negli omicidi del 1992.  Oppure potrebbe adoperarsi per inserire nel calendario dei lavori della Camera una proposta di riforma della legge elettorale o una legge seria sul conflitto di interessi (ce n’è persino pronta una presentata da Veltroni).

Magari ci potrebbe informare con maggior dovizia di particolari chi siano quelli che lei accusa di utilizzare società off-shore “per meglio tutelare i loro patrimoni familiari o aziendali e pagare meno tasse”. O quantomeno ci potrebbe dire se lei reputa costoro meritevoli di confezionarsi leggi in base alle quali possano continuare ad utilizzare le suddette società off shore per questi ed altri fini anche meno edificanti (tipo la corruzione di giudici e di testimoni).

L’ho già importunata abbastanza e non la voglio tediare ulteriormente, ma se permette un piccolo appunto da ingenuo congenito a ingenuo temporaneo, forse sarebbe il caso di abbandonare le speranze che “chi ha alimentato questo gioco al massacro si fermi” e pensi “al futuro del paese” (invece che agli affari propri, come ha fatto costantemente per tanto tempo, anche grazie al suo supporto). Questa è una caccia e lei è la preda. Non si illuda che le bandiere bianche facciano parte del rito sacrificale.

Da ingenuo io ho sempre creduto che San Francesco potesse ammansire i lupi. Ma forse la mia condizione non è arrivata ad un punto di gravità tale da farmi credere che San Gianfrancesco possa ammansire i caimani.