«Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell’appoggio dei partiti del governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia.» Giovanni Falcone cita Frank Coppola in Cose di Cosa Nostra. Alla lezione introduttiva del corso di sociologia della criminalità organizzata, il professor Nando dalla Chiesa cita questo pensiero e consiglia agli studenti di trasferire il ragionamento alla classe dirigente: una classe dirigente ignorante, incompetente, “cretina” è positiva per la mafia. Non si deve corrompere, non è necessario pagare il suo silenzio, né si devono comprare i suoi servigi. Ma l’essere cretini non è positivo solo per la mafia: il discorso si lega perfettamente a tutti gli altri problemi che tormentano il nostro Paese e si riferisce non solo alla classe dirigente, ma anche ai semplici cittadini.

La mafia, così come la corruzione, sussiste essenzialmente grazie alla stupidità e all’indifferenza dei molti, grazie all’ignoranza, spesso addirittura esibita, che diventa alibi per non impegnarsi.

Ma la mafia, diceva Falcone, è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Avrà una fine quando tutti decideranno di impegnarsi sul serio, di mettere da parte il loro gretto interesse personale per informarsi, indignarsi, mobilitarsi, di non essere “cretini”, ma cittadini.