Potete dire che Bossi è volgare, sgradevole, infido. Ma non potete dire che sia stupido. È entrato in politica con una sua banda di persone altrettanto incolte e sgarbate e ha buttato lì una scommessa: “Vuoi vedere che a questi qui riusciamo a far ingoiare anche la secessione?”. Certo era tutta gente di scommesse perdute (chi voleva essere medico, chi imprenditore, tutti un buco nell’acqua) . Ma questa volta scommettevano contro la classe politica, la borghesia italiana e quel che restava della sinistra. Il piano era ben congegnato: primo, usare i soldi di Berlusconi. Missione compiuta. Secondo: usare, da padroni assoluti, ogni posizione (sindaco, presidente di Regione) conquistata per scambio di voti (di nuovo offre Berlusconi). Terzo, ottenere posizioni chiave nel governo, come il ministero dell’Interno (qui è un po’ più dura, serve il ricatto, vedi la foto di Berlusconi sulla prima pagina della Padania accanto a Totò Riina con la scritta “ecco i capi della mafia”, 1999). Risultati: la flotta libica, con navi italiane e ufficiali italiani, spara su pescatori italiani.

Il sindaco Lancini di Adro si impossessa dell’edificio di una scuola pubblica italiana e lo marca, ovunque, con simboli della Lega, fin nei cessi.

Interessante la dichiarazione del ministro La Russa sulla sparatoria in mare: “Un errore. Credevano che fossero clandestini”. Interessante anche il ministro dell’Istruzione Gelmini sul furto della scuola di Adro: “Apprezziamo”. Apprezza che la Repubblica italiana sia estromessa dalla Lega. Certo, tutto questo avviene in un silenzio istituzionale che umilia, imbarazza e fa paura. La scommessa di Bossi (che prima di fare il politico non ne aveva vinta una) con l’Italia è sul punto di riuscire. Posizione del maggior partito d’opposizione italiano? Chiedere a D’Alema che, contro i Radicali e tre soli deputati del suo partito, ha dato ordine: si vota Lega. Purtroppo gli hanno ubbidito senza chiedere la ragione.