Considero l’invidia uno spreco di energie, oltretutto nocivo. Dall’invidia non nascono soluzioni, soltanto rancori. E però eccomici dentro fino al collo. Parlo di politica, non di persone. Seguo, per quanto possibile, il dibattito nel Pd e dintorni su primarie, legge elettorale, bipolarismo e altre cose essenziali (sì, essenziali), ma ho già perso il bandolo della matassa. Non c’è gerarchia di obiettivi, non c’è uno scadenzario chiaro, non c’è una sede appropriata di discussione, che non siano le interviste o le articolesse sparse dell’uno o dell’altro.

E allora, certamente favorito dal fatto di risiedere all’estero, mi consolo con altre sinistre, e ritrovo di botto il gusto della politica, del dibattito di idee, anche della lotta per il potere. I militanti del Labour hanno cominciato a votare : il 25 settembre si saprà chi sarà il loro portacolori, leader del partito e candidato premier. Si profila un duello tra i due fratelli Miliband, David e Ed, 45 e 41 anni. Rappresentano due anime diverse : David, piuttosto New Labour , guarda anche al centro dell’elettorato, Ed, che pare più radicale, mira all’elettorato tradizionale laburista. L’esito del duello ovviamente mi interessa, ma per il momento mi piace questa cosa che a fine settembre tutti i britannici sapranno con chi avranno a che fare per i prossimi anni. Ma il moto d’invidia non si limita ai britannici.

Invidio addirittura la sinistra francese, raramente esemplare, normalmente rissosa e invelenita al suo interno. I socialisti pare abbiano finalmente tirato la lezione del 2007 : hanno capito che si è più forti quando alla battaglia si va uniti. Hanno scoperto l’acqua calda, direte voi. Ma loro, almeno, l’hanno scoperta. Invidio anche il loro sistema elettorale, questo maggioritario a due turni : al primo si sceglie, al secondo si elimina : alle comunali, alle politiche, alle presidenziali. Lo so, lo so, storie diverse, culture diverse, sistemi diversi. Ma ho l’impressione che tutti i treni partano, magari in ritardo, meno il mio, che arrugginisce su un binario morto. E questo, purtroppo, a prescindere da Berlusconi.