Chi non ha mai giocato ai cowboy da bambino? Ecco, personalmente non sono tra questi; ciononostante Red Dead Redemption, l’ultimo titolo Rockstar, creatori del tanto famoso quanto controverso GTA, ha catturato in pieno la mia attenzione. È difficile restare indifferenti al fascino di quest’avventura a cavallo, ambientata nel lontano West tra XIX e XX secolo. La storia, una caccia all’uomo di notevole intensità, si sviluppa sulle vicende di un ex fuorilegge, John Marston, “convinto” da agenti governativi a catturare, vivi o morti, i suoi ex compagni di scorribande.

Il personaggio che si viene a creare è unico per ogni giocatore, grazie alla possibilità di concludere ogni missione in modo eroico o malvagio; le missioni secondarie, i minigiochi e le attività da cowboy, contribuiscono poi a renderlo estremamente vario. Red Dead Redemption ha una durata minima di venti ore per la sola trama principale, senza contare una modalità di gioco online tra le più riuscite e divertenti, capace, da sola, di far passare svariate ore in compagnia di amici\pistoleri virtuali riuniti in una faida tra bande, in assalti a diligenze e treni o in veri e propri duelli a chi estrae prima la pistola.

Tecnicamente siamo di fronte alla miglior rappresentazione grafica mai fatta del vecchio West; è sufficiente iniziare a cavalcare o anche soltanto stare accampati per un po’ nella polvere del deserto aspettando di veder sorgere o tramontare il sole, per rendersi immediatamente conto della bellezza di questa quadro in movimento. Il risultato è ottimo: un gioco d’ampio respiro, bello, divertente e coronato da una splendida colonna sonora. Da prendere al lazo.