“Le esercitazioni militari avranno un impatto sulla quotidianità in Germania. L’esercito tedesco, in quest’epoca, deve esercitarsi, esercitarsi, esercitarsi”. Più chiaro di così non poteva essere Carsten Breuer, capo di stato maggiore delle Forze armate tedesche, nel presentare ai tedeschi gli obiettivi e gli effetti delle esercitazioni militari che si stanno svolgendo sul suolo di Berlino. Circa 90mila soldati di tutti i 32 Paesi NATO – tra cui 12mila militari. 3.000 mezzi terrestri e 30 velivoli tedeschi – partecipano da gennaio alle esercitazioni Steadfast Defender 2024 fino a maggio. Vi si ipotizza che l’alleanza Atlantica sia attaccata contemporaneamente su tre direttrici: nord-orientale, orientale e sud-orientale, lungo un fronte di quasi 2.800 chilometri. Nel sito delle forze armate tedesche, le Bundeswehr, si legge: “Dall’invasione della Russia all’Ucraina due anni fa è diventato chiaro: un attacco su larga scala ai Paesi della NATO in Europa non è solo un gioco di pensiero strategico-militare, perlomeno non sembra essere fuori discussione”.

Breuer, in una conferenza stampa di quasi un’ora svoltasi lunedì a Berlino, affiancato dal tenente generale Alexander Sollfrank, capo del comando congiunto di supporto e abilitazione NATO, ha illustrato le manovre. La Germania funge da hub per i movimenti di truppe e mezzi in tutta Europa, dalla Norvegia alla Romania, e dà il suo contributo in quattro esercitazioni parziali, strategicamente collegate con la sigla “Quadriga”. “Nelle prossime settimane la popolazione dovrà sopportare molto, sarà più rumoroso e affollato nelle ferrovie ed anche sulle strade tedesche” e “voglio sensibilizzare che lo svolgimento delle esercitazioni avrà influenza nella quotidianità in Germania” ha spiegato Breuer, sottolineando che la Germania questa volta partecipa nei piani della NATO con tutto l’esercito e non solo con singoli contingenti.

“Dobbiamo dimostrare come siamo efficaci come Alleanza, ma anche come Bundeswehr, sia verso l’interno che l’esterno” e “dobbiamo esercitarci come in caso grave, come in guerra, dobbiamo esercitarci a reagire rapidamente ed efficacemente” ha dichiarato il generale, specificando ancora che oggetto delle manovre sono la “messa in stato di allarme, spostamento di forze ed anche l’impiego di queste ultime”. Concretamente verranno trasferiti uomini e mezzi, anche dal Nord America, al fronte orientale e Breuer ha affermato con soddisfazione che, osservando parte delle manovre, ha potuto constatare come “i soldati prendano seriamente e professionalmente il loro impiego ed abbiano chiaramente raggiunto l’abilità bellica”.

La prima parte denominata Grand North, una simulazione di combattimento in condizioni atmosferiche artiche, ha già avuto luogo. Le altre che impegneranno le Bundeswehr sono denominate Grand Center, le truppe attraverso la Polonia confluiranno in Lituania; Grand South, spostamenti arei di forze paracadutiste sull’asse Ungheria e Romania a maggio; ed infine Grand Quadriga, che vedrà la decima divisione corrazzata tedesca, con forze francesi ed olandesi, attraversare il mare del Nord per giungere in Lituania.

Dopo il punto di svolta segnato dallo stanziamento di 100 miliardi di euro per rilanciare le forze armate e le immagini del Cancelliere Olaf Scholz in visita agli stabilimenti di Rheinmetall, anche il Vicecancelliere Robert Habeck lunedì ha ribadito alla Deutschlandfunk la necessità che la Germania “potenzi l’industria bellica” per poter riarmare l’Ucraina, “fondamentalmente ciò che abbiamo fatto con l’approvvigionamento energetico, lo dobbiamo fare anche con l’industria di armi” ha detto.

Nel rapporto SIPRI sulle spese militari nel 2023 la Germania, peraltro, con il 2,7% del Pil di investimenti militari resta ben dietro non solo agli USA e alla Cina ma anche alla Russia, e percentualmente, pure a India, Arabia Saudita e Regno Unito. Nondimeno sta tornando a una logica difensiva paragonabile ai tempi della Guerra Fredda. Berlino si è fatta promotrice di un progetto di “militar mobility corridor” per facilitare il transito di mezzi militari con Olanda e Polonia sullo stile degli accordi di Schengen che comporta la definizione di priorità per assicurare strade idonee ai mezzi militari pesanti, vie alternative e punti logistici, livellare le differenze legali (presenti nello stesso sistema federale tedesco).Ma la realtà è ancora soffocata dalla burocrazia.

La Germania, nel cuore dell’Europa, ha paura che gli Usa spostino definitivamente il loro baricentro di interesse verso il Pacifico togliendo le proprie truppe, e teme anche che l’Ucraina, grazie ai nuovi aiuti militari assicurategli dagli Stati Uniti, guadagni tempo ma possa perdere una guerra di logoramento. Per questo, anche se il Ministro della difesa tedesco Boris Pistorius (SPD) in realtà non ha ancora risolto le carenze di uomini e mezzi delle proprie forze armate, sta ridando spazio ad una moderata retorica militarista: ha portato anche in Germania per la prima volta gli Invictus Games dall’Inghilterra (gare sportive che coinvolgono gli invalidi di guerra), ed ha altresì ottenuto un accordo bipartisan per fissare il 15 giugno come giornata celebrativa dei veterani. La prima conferenza stampa federale del Generale Breuer ed il ruolo tedesco nelle esercitazioni NATO vi danno più concretezza. Con un occhio alle public relation, Breuer non ha mancato di ringraziare l’opinione pubblica indicando che i soldati, “ancora ed ancora, sono felici di un gesto di saluto amichevole, un colloquio interessato, o un like sui social media”. A domanda diretta sull’accettazione popolare ha risposto che sondaggi rivelerebbero almeno l’82% di simpatie per le forze armate e una diffusa approvazione alle necessità di bilancio del Ministero della Difesa, perché “è diventato chiaro che non si può avere sicurezza a prezzo zero e che adesso ce ne dobbiamo occupare attivamente”.

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