Anche a Bacoli (Napoli), per ottenere o conservare un appalto pubblico o una concessione demaniale, il titolare o l’aggiudicatario dovrà assicurare ai suoi dipendenti almeno 9 euro l’ora. Lo ha deciso la giunta del sindaco Josi Gerardo Della Ragione (rieletto nel 2019 con il sostegno del Movimento 5 Stelle, ndr), con una delibera che fa da apripista in Campania, e che ha pochissimi precedenti nel resto del Paese. Il primo qualche mese fa a Livorno, poi seguita da Firenze.

Una sorta di “salario minimo” introdotto attraverso un atto amministrativo municipale. E stavolta la peculiarità riguarda il territorio dove verrà applicato. Perché Bacoli è un posto di mare con numerosi stabilimenti balneari. I luoghi dove in genere, e senza fare di tutta l’erba un fascio, né tantomeno puntare il dito su questa città, si concentrano i casi più clamorosi di lavoro stagionale sfruttato e sottopagato. A Ilfattoquotidiano.it, Della Ragione conferma “che con questa delibera si affronta la sfida che ci attende nei prossimi mesi: il rinnovo di 220 concessioni demaniali, tra ormeggi, spiagge, parcheggi”.

Lungo la litoranea di Miseno-Miliscola, che d’estate accoglie migliaia di bagnanti, sono distribuiti 15 lidi tra alcuni stabilimenti militari e spiagge libere. È presumibile immaginare che il provvedimento non accrescerà la popolarità di Della Ragione tra gli imprenditori del ramo. Ci sono peraltro precedenti che confermano la sensazione che il primo cittadino non sia molto amato in quel settore. Due anni fa Della Ragione inviò una diffida ai titolari degli stabilimenti che perquisivano all’ingresso le borse dei bagnanti e ne sequestravano l’acqua e i panini. “Intollerabile questo scempio, la spiaggia è di tutti, non siete i padroni”, questo il succo di un comunicato dell’epoca. “Questa categoria di prenditori di beni pubblici non è gradita a Bacoli. Dovete togliere il disturbo. Siete la rovina della nostra terra. E non ci interessano i vostri piaceri. Non ci interessano i vostri voti”. L’anno scorso Della Ragione ha denunciato il caso di un lido che aveva vietato l’utilizzo del bagno a una disabile proveniente dalla spiaggia libera.

Ora arriva la delibera che impone 9 euro all’ora ai lavoratori, promossa dall’assessore al Demanio e al Commercio Vittorio Ambrosino. Della Ragione la spiega su Instagram con queste ragioni: “Così difendiamo i bagnini, i barman, gli operai e i lavoratori sottopagati. Così difendiamo gli imprenditori perbene, della nostra città, che pagano stipendi dignitosi. Dalla spiaggia ai cantieri, dagli ormeggi alle mense, dai servizi esternalizzati ai servizi sociali ed ai lavori pubblici. Così vogliamo mettere fine alla piaga dei “prenditori”, e non imprenditori, che mortificano la nostra comunità”. A Ilfatto.it aggiunge di aver agito dopo aver ricevuto segnalazioni “di lavoratori impiegati 12 ore al giorno per 35 euro, che ora potranno denunciare anche in forma anonima al Comune il loro sfruttamento”.

La delibera d’indirizzo affida ai dirigenti e ai Rup i controlli sui contratti indicati nelle procedure di gara e su quelli applicati, con la possibilità di avviare azioni di revoca di appalti e concessioni nei confronti di chi non li rispetterà. “Intendiamo far applicare la delibera anche per i contratti di competenza del Centro Ittico Campano, la partecipata del Comune di Bacoli che gestisce il 25% del territorio comunale e le aree che si affacciano sui laghi dove ci sono tantissimi bar e ristoranti tra i più rinomati” conclude Della Ragione, che dedica un pensiero al consigliere comunale che ispirò questo provvedimento, l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista Giuseppe Scotto Di Luzio, deceduto a maggio dell’anno scorso. “Secondo lui a Bacoli non si vedevano in strada immigrati sfruttati perché i veri sfruttati del territorio erano i giovani bacolesi, predisposti a essere trattati come schiavi”

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