“Voglio solo portare un messaggio di pace“. Un’attivista di Ultima Generazione ha tentato di leggere un messaggio durante la messa di Pasqua, celebrata dal vescovo, nella chiesa della Madonna incoronata alla Sacra Famiglia, a Padova. Gli attivisti per il clima, presenti in chiesa, erano due, e sono stati bloccati e portati in questura dalla Digos. Gli agenti della polizia devono aver riscontrato una particolare pericolosità nell’atto della giovane di leggere un manoscritto, atto che merita il più urgente intervento di personale in divisa, come si capisce. Come ha peraltro comunicato la questura la giovane è la stessa ragazza che aveva tentato la stessa manifestazione anche la notte di Natale durante la messa nella Basilica di Sant’Antonio.

“Ho 17 anni – ha detto l’attivista in un videomessaggio – non voglio che la mia generazione sia l’ultima. Dobbiamo lottare per l’ambiente, per il clima”. “Fede, una 17enne aderente alla campagna di Ultima Generazione – si legge in una nota del movimento ambientalista – ha provato a prendere parola per rompere il silenzio assordante di fronte a guerre, povertà e il collasso del nostro eco-sistema provocando eventi sempre più estremi”. Purtroppo “non ha fatto in tempo a chinarsi davanti ai fedeli prima che la polizia scattasse dentro la chiesa per portarla via. Siamo in un Paese dove non si rispetta più la libertà di opinione e la manifestazione nonviolenta – è il commento degli attivisti -, rimanere in silenzio davanti al crollo della nostra democrazia è un atto violento verso noi stessi”.

Vale la pena ricordare che la seconda enciclica di Papa Francesco, nel 2015 (terzo anno di pontificato), è stata la Laudato si’, formula che deriva dal Cantico delle Creature di San Francesco. Il tema principale di quella enciclica è la connessione tra crisi ambientale della Terra e crisi sociale dell’umanità, ossia l’ecologia integrale, tant’è vero che lo stesso Bergoglio l’ha definita “non un’enciclica verde ma di un’enciclica sociale”. E poi c’è la questione del messaggio di pace: innumerevoli istituzioni e associazioni cattoliche in questi giorni hanno ribadito l’urgenza di spegnere i fuochi di guerra in Europa e nel Mediterraneo, a partire dal pontefice fino alla Cei passando per i frati di Assisi. Tuttavia secondo la diocesi e la questura di Padova messaggi analoghi in chiesa non possono essere letti. Pena un’identificazione in questura.

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