Se si è amanti delle gare di “Mario Kart” alla PlayStation, allora il nuovo GP in Arabia Saudita sarà proprio adatto al caso. Non quello di Jeddah, a due passi dal Mar Rosso, dove i muri sono a un passo e le velocità delle monoposto raggiungono una media di oltre 250 km/h. Ma quello di Qiddiya (località a 50 chilometri dalla capitale Riyad), che sarà pronto a debuttare nel Mondiale di F1 dal 2028. Una pista dai colori “arcobaleno”, tra grandi palazzi, luminarie da luna park e un dislivello tra il punto più alto e basso della pista di 108 metri. Ben quattro in più rispetto alle altimetrie di un circuito tanto amato come Spa, che dovrebbe essere superata anche nel record di attuale tracciato più lungo del Mondiale (7.004 metri) secondo quando annunciato dagli organizzatori sauditi. Fra quattro anni, dunque, Qiddiya sarà dunque pronta a prendere il posto di Jeddah, dove Verstappen e compagni correranno proprio questo weekend.

Ventuno curve in senso anti-orario, una pista riadattatile anche alla MotoGP
Tra le novità del “Qiddiya Speed Park Track”, che sarà un tracciato di tipo permanente, ci sarà inoltre anche una curva alta 70 metri di nome “Blade” (l’equivalente di un palazzo di 20 piani) dotata di illuminazione a Led. Il tracciato avrà un layout “da montagna russa”, che sarà riadattatile anche per la MotoGP quando il Motomondiale correrà nei prossimi anni in Arabia (il documento d’intesa tra Dorna e la Federmoto araba è già stato firmato nel 2022). Il tracciato sarà in totale composto di 21 curve da percorrere in senso anti-orario, alcune di queste si ispireranno ai tracciati storici mentre altre alle piste cittadine come Las Vegas e Miami.

Una pista tra montagne russe e terrazze panoramiche
Tra le altre novità, il paddock sarà inoltre il più grande del Mondiale di F1 (80 garage), così come verrà costruita la tribuna centrale più grande al mondo. Come ha ammesso Hermann Tilke, che ha progettato il circuito insieme all’ex F1 Alexander Wurz, le gradinate tradizionali lasceranno spazio a delle terrazze panoramiche dai vetri invisibili, che regaleranno agli spettatori “svariati punti privilegiati di osservazione e una visuale spettacolare di pista e paddock”. Il circuito di Qiddiya non sarà così solo composto dalla pista, ma da un vasto contorno dedicato allo svago, allo shopping e all’intrattenimento, con vere montagne russe e pure zone adibite a concerti.

Arabia, lo sportwashing non si ferma
Un progetto che, a detta dell’ad della “Qiddiya Investment Company”, Abdullah Al-Dawood, “porterà un passo più vicino al posizionamento di Qiddiya City come sede del motorsport globale”. Proprio così: l’Arabia Saudita vuole creare dal nulla una nuova capitale dei motori. Infatti con l’ultimo annuncio legato alla F1, Riyad continua la sua irruzione nel mondo dello sport. Le Final Four di Supercoppa Italiana, la Riyadh Season Tennis Cup, il torneo di esibizione (il “6 Kings Slam”) in programma il prossimo ottobre e che vedrà presente anche Jannik Sinner o il Mondiale per Club di calcio vinto lo scorso dicembre dal Manchester City: questo è solo l’ennesimo tentativo evidente di sportwashing per recuperare reputazione e offuscare la soppressione dei diritti.

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