Nella sua ultima puntata Il Graffio, trasmissione di TeleReggio, fondata 50 anni fa a Reggio Emilia, una delle private più viste in Italia, proprietà Coop, supermercati, tendenza sinistra, è stata subissata di interventi del pubblico. Motivo? Una lettera spedita ad inizio mese dall’arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla Giacomo Morandi, 59 anni, a tutti i parroci della diocesi, che qualcuno polemicamente ha ribattezzato il Non expedit in salsa reggiana. Sì, perché la disposizione dell’arcivescovo Morandi riecheggia quella della Santa Sede del 1868 con la quale si giudicava inaccettabile la partecipazione dei cattolici alla vita politica. Il prelato reggiano ha scritto che “coloro che assumono ministeri nella Chiesa non abbiano a ricoprire, al contempo, un ruolo di coinvolgimento diretto e in prima persona negli schieramenti politici”. Morandi non proibisce ad un cattolico di diventare sindaco, assessore o consigliere comunale, ma gli chiede di scegliere: o la parrocchia o la politica. “Questo è necessario per evitare tensioni nelle comunità ecclesiali”, si spiega nella nota vescovile. Mons. Morandi ha inoltre precisato che “quanti intendano candidarsi in qualsiasi lista alle prossime elezioni debbano dimettersi da ruoli di responsabilità ricoperti in diocesi o nelle parrocchie; pertanto saranno senz’altro declinati gli incarichi pastorali diocesani o quelli nei consigli parrocchiali”. L’arcivescovo conclude sostenendo che “coloro che hanno inteso accedere al servizio della Chiesa si dedichino in modo esclusivo a tale missione perché solo così possono essere evitate le contrapposizioni e le tensioni all’interno delle comunità legate all’appartenenza politica”.

Ma chi sono coloro che prestano servizio nella Chiesa? Chi fa parte ad esempio dei consigli pastorali e anche i lettori (addetti alla lettura del Bibbia), i ministri dell’eucarestia (che distribuiscono l’ostia) e gli accoliti (coloro che assistono il prete all’altare). Ruoli di tipo laicale. A Reggio Emilia tra coloro che possono distribuire l’eucarestia, come scritto da Reggio online, c’è per esempio anche un big della politica, l’ex ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Anche lui dovrà scegliere? Cioè autosospendersi dal ruolo ricoperto nella comunità cristiana o da quello che svolge in politica.

La disposizione dell’arcivescovo Morandi fa discutere in una Chiesa, quella reggiana, che ha avuto alla sua guida figure di prelati conservatori come Camillo Ruini e Massimo Camisasca, legato a Comunione e Liberazione. Il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, il reggiano Matteo Caramaschi, ha scritto all’arcivescovo invitandolo a ripensare alla disposizione assunta. Ed esprime assieme agli altri dirigenti la preoccupazione che la disposizione rischi di “creare tensioni comunitarie e personali, ma anche di far percepire il mondo cattolico come distante o estraneo alle vicende politiche (e perciò economiche e sociali) del territorio”. Ma l’arcivescovo ha tenuto a precisare che la sua disposizione non ha nulla a che vedere con il Non expedit di Pio IX. E riecheggiando papa Francesco ha sottolineato che “la politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune”. Però il prelato in conclusione ribadisce la giustezza della sua posizione: il cristiano deve scegliere, o in parrocchia o in sezione.

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