“Vediamo una finestra di cambiamento che inizia ad aprirsi nel Paese, vediamo che l’alternativa esiste“. Nel discorso che chiude il congresso del Partito socialista europeo a Roma, Elly Schlein cita la vittoria in Sardegna per lanciare la volata dei progressisti verso le elezioni comunitarie: “Il cambiamento è possibile, lo abbiamo già dimostrato e insieme lo dimostreremo a giugno. Sarà un campagna elettorale cruciale per il destino del nostro continente”, afferma la segretaria dem dal palco della “Nuvola”, il centro congressi dell’Eur progettato da Massimiliano Fuksas. L’elezione della pentastellata Alessandra Todde sull’isola, ricorda Schlein, è stata “ottenuta grazie all’unità di tutti i partiti della coalizione, perchè non abbiamo vinto da soli. Tra dieci giorni si vota in Abruzzo, un’altra regione importante, e voglio esprimere tutto il nostro sostegno a Luciano D’Amico”, anche lui candidato unitario di Pd e 5 stelle. Il congresso di Roma ha eletto come Spitzenkandidat – il candidato alla presidenza della prossima Commissione – l’attuale commissario europeo al lavoro, il lussemburghese Nicolas Schmit, che a sua volta ha voluto omaggiare il successo del “campo largo” sull’isola: “Grande risultato in Sardegna, grazie al Pd e a Elly. Grazie Elly, hai tutta la mia stima e il mio sostegno. Cara Elly, è vero, il vento sta cambiando, il vento sta cambiando. Andiamo a vincere queste elezioni”, ha detto al termine del suo intervento, guadagnandosi un gesto con le mani a forma di cuore da Schlein, seduta in prima fila. Schmit ha dedicato un passaggio anche alla carica della polizia sul corteo pro-Palestina del 23 febbrio a Pisa: “È stata repressa la libertà dei giovani di manifestare in sicurezza. Io sto con il presidente Mattarella, i manganelli con i ragazzi esprimono un fallimento“, ha detto.

L’assemblea si è sciolta sulle note di Bella ciao dei Modena City Ramblers, intonata sul palco da tutti i leader del centrosinistra europeo, dal cancelliere tedesco Olaf Scholz al premier spagnolo Pedro Sánchez. Molti degli interventi hanno stigmatizzato le aperture del Partito popolare a un patto post-elettorale con i gruppi di estrema destra, i Conservatori e riformisti (Ecr) e Identità e democrazia (Id): “Al Ppe dico: rimanete coerenti con la vostra storia. Normalizzare l’estrema destra è pericoloso e irresponsabile”, ha sottolineato Schmit. Mentre Schlein ha avvertito che per formare la prossima commissione “i socialdemocratici non vanno dati per scontati: Meloni ha aperto le porte a Orbán (entrato nel gruppo Ecr di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, ndr). Il Ppe dove si ferma?”. Dal congresso arriva un no anche all’ipotesi, ventilata dal presidente francese Emmanuel Macron, che l’Alleanza atlantica partecipi con propri uomini al conflitto tra Russia e Ucraina: “il nostro sostegno è fondamentale per ripristinare la pace in Europa”, ma “i nostri Paesi nella Nato non diventeranno mai parte diretta di questo conflitto, non invieremo le nostre truppe in Ucraina e faremo di tutto per impedire questo tipo di evoluzione”, ha detto Scholz. Sulla stessa linea la segretaria dem: “Continueremo a sostenere l’Ucraina con ogni mezzo necessario, ma questo non significa e non comprende l’invio di truppe di terra, questo deve essere chiaro”, ha detto.

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