Botta e risposta a tre durante la trasmissione Otto e mezzo (La7) tra il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino, da una parte, e Antonio Padellaro del Fatto Quotidiano e il direttore di Radio24 Sebastiano Barisoni, dall’altra.
Bocchino, come è ormai consuetudine, loda i risultati economici raggiunti da Giorgia Meloni nell’Eurozona, sciorinando un lunghissimo elenco: “I numeri italiani sono i migliori dell’Eurozona: siamo i primi in Europa per il Pnrr, il Pil è più del doppio di quello della Germania, non c’è mai stato un dato così elevato sull’occupazione, lo spread è molto più basso di quello che avevamo con Draghi e con Conte, i Btp vanno a ruba, la borsa cresce, i redditi delle famiglie aumentano”.

Padellaro sorride e commenta ironicamente: “Ma è un paese meraviglioso. Io sono patriota, eh, sono felice”.
L’ex parlamentare del Pdl ribatte: “No, non è un paese meraviglioso. E sai perché? Perché l’Italia è stata governata per decenni anche in maniera dannosa e le responsabilità sono a 360 gradi. Alla Meloni è stato consegnato un paese economicamente in dissesto a causa di una idea geniale di un signore che risponderà dinanzi alla storia e ai cittadini italiani, perché ha regalato 135 miliardi al 4% degli italiani per rifarsi la casa gratis. Ha lasciato un buco e adesso dite alla Meloni che c’è un buco. Guardate che se si farà la manovra correttiva, si chiamerà ‘manovra Conte’ per via del buco di Conte“.

“Mi addolora correggere Bocchino – risponde con sarcasmo Padellaro – Di lui apprezzo la coerenza e devo dire senza che lui abbia mai preteso presidenze di musei o di pinacoteche. Gli va dato atto. Però il buco non si chiamerà ‘buco Conte’, ma ‘buco Conte-Meloni-Salvini-Tajani’ perché, come tu sai, il Superbonus è stato rinnovato più volte addirittura con la spinta di tutti i partiti. Quindi, se è un buco, è un buco collettivo”.

Barisoni annuisce e Padellaro continua: “Noi non facciamo il tifo perché la Meloni perda, ma è il contrario. Facciamo il tifo perché questo governo progredisca e dia a questo paese una crescita che in questo momento non si vede”.
“Ho grande rispetto verso il direttore Padellaro – commenta Bocchino – che per difendere il suo adorato Conte arriva alla chiamata in correità. Io cito la Cnn: è il momento della Meloni in Europa, lei è la nuova Merkel. E non solo: la forza della Meloni è che riesce a fare una politica economico-sociale molto di sinistra“.
La traduzione che hai fatto della Cnn è giusta? Dice ‘di sinistra’?”, chiede Padellaro.
Bocchino si incarta e rettifica: “Nel senso che è molto aperta ai bisogni dei più deboli. Quindi, come vedete, la Cnn smentisce questa narrazione italiana della Meloni come di una povera Calimera in giro per il mondo”.
Ma è lei che si dipinge come una Calimera underdog“, insorge la conduttrice Lilli Gruber.
Bocchino prosegue la sua apologia di Meloni, ma interviene Barisoni: “La politica estera è importante ma noi stiamo attendendo ancora una politica industriale dalla Meloni. Continuare a dire che Meloni ha preso in mano un paese economicamente dissestato e che l’ha risollevato è una balla storica. Io ho sentito finora un discorso che non ha senso“.

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