Mentre il Napoli campione d’Italia perde anche a San Siro contro il Milan, presenta l’ennesima formazione sconclusionata frutto di un cambio tecnico in corsa e di un mercato schizofrenico, sprofonda al nono posto in classifica, a -7 dalla qualificazione in Champions vitale per qualsiasi club, Aurelio De Laurentiis parla. Anzi, straparla: parolacce, insulti, gaffe. I deliri di un uomo solo al comando di una squadra (anzi due, se consideriamo pure il Bari in Serie B) devastata dal suo protagonismo.

La disastrosa stagione del Napoli – passato in pochi mesi da essere la corazzata che dominava il campionato a modesta compagine di centro classificanon è più una notizia, è stata già oggetto di numerose puntate e discussioni. La novità adesso sono le divagazioni di De Laurentiis, che si ripetono ormai a cadenza quasi settimanale nella forma di conferenze stampa, interviste, dichiarazioni. All’inizio sembrava una presa di coscienza, la giusta ammissione delle proprie responsabilità e la volontà di metterci la faccia. Pian piano che passano i giorni e si moltiplicano gli interventi, assumono anche queste i contorni della megalomania che connota ormai qualsiasi cosa faccia o dica il patron azzurro.

Nell’ultima conferenza/piazzata pubblica, si è parlato di “testicoli di calciatori”, di come ha “mandato a fanculo” (testuali parole) il suo ex allenatore Garcia, di Superlega (a cui però, avvisate De Laurentiis, il Napoli nemmeno era stata invitata) e altre amenità simili. Due ore di show per appagare il suo ego istrionico e creare un potentissimo strumento di distrazione di massa: parlare delle sue dichiarazioni invece che delle sue colpe. Potrebbe anche funzionare se non fosse solo l’ennesimo autogol, perché con queste divagazioni senza freni De Laurentiis non fa altro che gettare ulteriore discredito sulle sue proprietà.

Emblematico ad esempio il caso del Bari, che sproloquiando a ruota libera ha definito avventatamente “seconda squadra” del Napoli, ciò che poi in effetti è grazie ad un’anomalia del sistema permessa dalla Figc di Gravina, scatenando però un polverone in Puglia dove si sono un filino risentiti. De Laurentiis è stato criticato dal sindaco Decaro, tipo sempre a modo ed educato che tra l’altro gli aveva consegnato la squadra fallita nel 2018, e ripreso dallo stesso figlio Luigi, che a Bari ci vive e dopo le parole del padre non avrebbe più potuto farsi vedere, tanto da dover poi ritrattare pubblicamente le sue dichiarazioni. Insomma, l’ennesima figuraccia.

Sempre meglio di quelle che il suo Napoli continua a collezionare in campo. Le parole non cancellano i fatti, non c’è dichiarazione che possa far dimenticare la disgraziata annata degli azzurri. Oppure l’assurda campagna di mercato invernale, una serie di giocatori perfettamente inutili, affastellati l’uno sull’altro solo per dare il segno di presenza della società e provare a rimediare agli errori precedenti, con la beffa di spendere male soldi che sarebbero tornati sicuramente più comodi in estate. Le deliranti conferenze di De Laurentiis sono solo l’ennesima sfaccettatura della stessa gestione padronale e dilettantesca che ha prodotto questi risultati e ormai fa sorridere amaramente i tifosi. Nelle commedie all’italiana di bassa lega, in cui De Laurentiis ha trasformato la stagione del Napoli, si direbbe “levateje er fiasco”. O almeno il microfono.

Twitter: @lVendemiale

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