Si è svolto a novembre nella università della Sorbona a Parigi un significativo convegno sul fenomeno degli Uap/Ufo. Il convegno ha visto, oltre che la presenza di vari cattedratici, anche due personaggi molto significativi per il lavoro che hanno svolto per la sicurezza nazionale dei loro paesi: Chris Mellon (20 anni nella Comunità dell’Intelligence degli Stati Uniti, ricoprendo tra l’altro il ruolo di Direttore dello Staff di Minoranza della Commissione Intelligence del Senato e di Vice Assistente del Segretario alla Difesa per l’Intelligence) e Alain Juillet (ex Direttore Dsge, la Direction Générale de la Sécurité Extérieure francese).

Entrambi non hanno presentato casi o ricerche, ma si sono posti il dilemma sia filosofico sia pratico di come affrontare la realtà di queste manifestazioni tecnologiche, cosa dire alla gente e i rischi nel non farlo.

Secondo Chris Mellon “anche l’improvvisa e inaspettata conferma di una presenza ET sulla Terra non solo sconvolgerebbe, ma inevitabilmente terrorizzerebbe milioni, se non miliardi, di persone. E cosa succederebbe se il disclosure provocasse un disastroso cambiamento nel comportamento di una civiltà aliena, che [in tal caso] non avrebbe più alcun incentivo a rimanere elusiva e clandestina?

Ho sostenuto che il Disclosure potrebbe trasformare le tensioni internazionali, fungendo da catalizzatore per quella collaborazione internazionale di cui c’è disperato bisogno. Abbiamo bisogno della verità e meritiamo la verità, per quanto scomoda possa essere, e prima ne veniamo a conoscenza meglio è. L’ultimo sondaggio in Usa sugli Ufo della agenzia Gallup è rivelatore dell’opinione pubblica in merito al fenomeno.

L’ex capo della Dsge ha recentemente dichiarato sugli Ufo: “Ciò che è terribile sugli oggetti non identificati, in volo o in altro modo, è che questi sono sistemi contro i quali i nostri eserciti sono incapaci di rispondere. Ci troviamo di fronte a qualcosa che non controlliamo – ed è molto grave perché significa che dal momento che non li padroneggiamo, se decidessero di attaccare, potrebbero tagliarci come burro. Quindi, questo pone un problema enorme in termini di sicurezza nazionale in ogni paese”.

Sulla questione del perché tanta segretezza, Juillet: “Dal momento che non sanno cosa sia, non vogliono spaventare le persone. È vero che se dicessimo alla gente: “Ci sono imbarcazioni che attraversano il mare, non sappiamo da dove vengono o dove stanno andando; forse c’è qualcos’altro sulla Terra oltre a noi”, la gente andrebbe nel panico; quindi è meglio non dire nulla”.

In questi giorni assistiamo ad un nuovo tentativo di discredito del fenomeno Ufo e del disclosure, mettendo in discussione con risibili contraddizioni quanto è stato già dibattuto, ricorrendo alla spiegazione del fenomeno come armi segrete, palloni sonda, plasmi ed altro. Tornare a scrivere oggi di armi segrete terrestri per giustificare la presenza degli oggetti volanti non identificati ricorda nel passato la paura delle armi segrete naziste. Come ci insegna uno dei maestri della “strategia della confusione”, Karl Ludwig Schulmeister, “istillare nell’avversario informazioni contraddittorie e confuse per non far capire lo stato della realtà”.

Per logica, nei settori R&D e Sicurezza Nazionale, nessuna potenza mostrerebbe all’avversario i nuovi gioielli tecnologici svolazzanti sulle loro teste, rischiando di svelare ai competitor e avversari le nuove conoscenze acquisite e le capacità operative raggiunte.

Chiediamoci allora: “cui prodest” un attacco al Disclosure, che porterebbe inevitabilmente ad una situazione geopolitica nuovissima per l’umanità? Come non ricordare il discorso di Reagan nel 1987 alla 48esima sessione delle Nazioni Unite, che chiese: cosa accadrebbe se l’umanità fosse difronte ad una minaccia aliena? Si unirebbe? Proprio adesso che c’è il bisogno di conquiste spaziali, colonie sulla Luna e su Marte, se un’altra intelligenza interferisse sui nostri progetti cosa accadrebbe oggi?

E allora saremo pronti e preparati a scenari inediti come si sono domandati con lungimiranza e responsabilità Chris Mellon e Alain Juillet?

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