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Tesla, terza campagna di richiamo in due mesi. Negli Usa l’NHTSA la impone per 2,2 milioni di auto

Tesla, terza campagna di richiamo in due mesi. Negli Usa l’NHTSA la impone per 2,2 milioni di auto
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Il numero della campagna è 24V051000. I veicoli potenzialmente interessati dal nuovo richiamo sono quasi 2,2 milioni, 2.193.869 attesta la NHTSA, l’autorità statunitense che si occupa della sicurezza stradale. L’azione riguarda ancora una volta Tesla, che in dicembre aveva dovuto accettare una campagna per circa 2 milioni di macchine oltreoceano e che aveva cominciato il 2024 con una da 1,6 milioni in Cina.

La ragione per la quale le autorità hanno imposto l’ennesimo richiamo al costruttore di auto elettriche è la dimensione delle spie, i cui caratteri troppo piccoli “possono rendere difficile la lettura delle informazioni critiche sulla sicurezza all’interno del quadro strumenti” con il conseguente “rischio di aumento degli incidenti”. Per stessa ammissione delle autorità, almeno finora non sono stati peraltro contabilizzati né sinistri né feriti.

Fra le vetture interessate ci sono la Model S, la Model X, la Model 3 e il nuovo pick-up Cybertruck, tutte praticamente dall’inizio della produzione. Non fa eccezione la Model Y, che oltre a essere stata l’auto più venduta d’Europa e del mondo nel 2023, da quando è arrivata sul mercato è anche la più richiamata degli Stati Uniti, almeno secondo lo studio della società di ricerca iSeeCars sulla base delle disposizioni diffuse dalla NHTSA.

Tra il settembre del 2020 e il novembre dello scorso anno, escluse quindi le ultime grandi campagne, è stata oggetto di ben 24 richiami. Nella Top 5 dei richiami di auto negli USA, compaiono altre tre Tesla: Model 3, Model X e Model S. I motivi sono i più disparati: dai problemi allo sterzo alle retrocamere difettose, dalla imperfetta staffa di montaggio ai malfunzionamenti del pilota automatico, dai guasti delle spie del liquido dei freni agli inconvenienti ai sedili della seconda e della terza fino ai guai al volanti, alle sospensioni e alle porte che si aprono in caso di impatto. Senza contare le recenti contestazioni sui sistemi di guida assistita che non sollecitano a sufficienza chi sta al volante a prestare attenzione a ciò che accade sulla strada. Anche in questo ultimo richiamo il costruttore potrebbe tuttavia cavarsela con un aggiornamento OTA, over the air, in parte già avviato.

Il fenomeno dei richiami sta assumendo proporzioni preoccupanti. Il Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach, in Germania, aveva calcolato come tra il 2011 e il 2020 solo negli USA le case automobilistiche fossero state costrette a far tornare nelle officine 331 milioni di veicoli, praticamente più del doppio di quelli venduti.

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