“Nessun legame con Israele”, “Equipaggio solo cinese“. Sono alcune delle indicazioni che le navi che decidono di percorrere la via del mar Rosso comunicano all’esterno attraverso i sistemi di tracciamento. Altre navi specificano di avere a bordo forze armate.

L’intento è naturalmente quello di sfuggire possibili attacchi Houthi che, nelle intenzioni delle milizie yemenite, sono una sorta di ritorsione contro i bombardamenti israeliani a Gaza. È vero che nelle prime sono finite nel mirino delle milizie anche portacontainer che nulla avevano a che fare con Tel Aviv. Tuttavia, qualche settimana fa, gli stessi miliziani hanno chiesto alle navi in transuto di comunicare la loro estraneità con i commerci di Israele per ottenere una sorta di lasciapassare.

Stati Uniti e Gran Bretagna hanno avviato un’azione militare contro lo Yemen, bombardando anche la capitale San’a’ per scongiurare gli attacchi e nelle acque interessate incrociano diverse unità militari. Tuttavia, per ora, gli attacchi non si fermano. Sinora sono stati una trentina e molte compagnie di navigazione hanno deciso di evitare la rotta del mar Rosso, e quindi del Canale di Suez, circumnavigando invece l’Africa. Ciò provoca un allungamento della durata del viaggio e maggiori costi di trasporto, alla lunga ciò potrebbe avere ricadute sui prezzi dei prodotti venduti in Europa e soffiare su una fiamma dell’inflazione che sembrava in via di spegnimento. Interessante scoprire cosa potrebbe accadere se gli attacchi Houthi diventassero davvero accuratamente selettivi, prendendo di mira solo navi che hanno a che fare in qualche modo con Israele.

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