Come ogni anno è tempo di consigli di lettura, sperando di poterci concedere nella paradossale frenesia delle vacanze natalizie moderne alcuni momenti di quiete e riflessione. E come è mia consuetudine, vi segnalo libri anomali, particolari, poco noti, obbligatoriamente non banali, quasi tutti di piccole case editrici (fatta salva una meritoria strenna natalizia, comunque di nicchia). Ecco a voi, buona lettura e buone feste!

Graziano Graziani, Alice ner Paese dell’Anvedi (Tic Edizioni):
iniziamo con saggia leggerezza, un abile divertissement di Graziano Graziani, brillante divulgatore radiofonico su Radio 3, autore e documentarista per Rai 5, saggista per Quodlibet, critico e poeta non nuovo a brillanti riletture pascarelliane dei classici. In questo caso Graziani reinterpreta in rime romanesche il capolavoro simbolico di Lewis Carroll, regalandoci perle come: “De colpo – puffe! – Santo Bonifacio/ Mò è arta solamente mezzo cacio”. Lettura deliziosa.

Davide Antonio Pio, Anche se fosse vero (Il ramo e la foglia): erano anni che un romanzo italiano non mi colpiva così. Un libro originale, vivace, stilisticamente sontuoso, traboccante di saggezza. L’autore è un dotto ricercatore spirituale, ma si percepisce come sia anche un esperto di musica: l’intreccio è una sinfonia di leitmotiv, di incastri ritmati e circolari. Un romanzo da cui potrebbe trarre un film Andrzej Zulawski e che mi verrebbe da definire intimamente cabalistico. Da leggere e rileggere, per apprezzarne la complessa architettura e goderne i sottili rimandi interni. Davvero bello.

Fabrizio Tassi, Tutto risplende. Il cinema e il senso della vita in 56 film (Street Lib): L’autore, direttore di Redness e critico cinematografico di vasta esperienza, ci regala una guida per il percorso filosofico attraverso alcuni capolavori della settima arte: Tarkovskij e Miyazaki, Bergman e Kubrick (e altri dieci autori) vengono affrontati non solo come maestri del cinema, ma come compagni di ricerca spirituale. Consigliatissimo per menti libere e assetate di verità.

Aldo Luigi Mancusi, Edgar Allan Poe. L’ultimo incubo (En Semble): Il direttore, dal 2001, di Metal Schock, noto anche per il canale YouTube “Libri di Sangue”, tributa un omaggio al padre della narrativa del terrore con un lungo racconto modellato sul suo stile, in cui emerge (com’e giusto che sia) anche il profondo studio della tradizione gnostica e cabalistica che ha ispirato altre opere di Mancusi (ricordiamo per la stessa casa editrice Urizen. Il cammino dell’immortale, che, come da riferimento blakeano, offre un’ispirata testimonianza di sapienza meditativa). Da leggere di notte, con mente aperta e ricettiva a nuove visioni.

Alessandro Baldacci, Il dio di Norimberga (peQuod): Un accademico che insegna la nostra poesia a Varsavia ha scritto un poema in quartine (!) in cui si interpreta la vicenda anomala e affascinante di Kaspar Hauser alla luce del culto delle Baccanti e di una possibile genealogia aliena. In tutto questo c’entra Truffaut, non solo Herzog, per realizzare una complessa metafora del rapporto tra individuo e società. Un progetto così lucidamente folle non può che incontrare tutto il mio vivissimo apprezzamento.

Giorgio Agamben, L’ultima mano all’ebbrezza (Portatori d’acqua):
Una delle più autorevoli voci filosofiche del millennio nascente si confessa in una vena aforistica, saggiamente senile eppure ancora evocante (tra Giorgione e Goethe, Kant e Hölderlin, Tiziano e Monet) il conforto di Dioniso. Un precipitato intellettuale di straordinaria densità. Non è certo una lettura facile, ma la via della conoscenza non è una passeggiata. Soprattutto, consapevoli del percorso filosofico dell’autore, è una riflessione commovente, sull’orlo del commiato, “dell’ultimo esilio… il luogo dei luoghi, il tempo dei tempi, la ventura delle venture”.

Sebastiano Fusco, Il grande libro di Lovecraft. La vita e le opere del Solitario di Providence (Mondadori). Il grande maestro dei segreti occulti nella letteratura fantastica, l’adorabile Sebastiano Fusco, ci regala una strenna natalizia che è già oggetto di culto: una monografia (in un formato di pregiata eleganza infernale) dedicata al grande amore letterario della sua vita, il genio oscuro e profetico di H.P.Lovecraft. Assolutamente ineludibile per tutti i cultisti di Cthulhu, gli studenti della Miskatonic University e i devoti dei Grandi Antichi. Ma lo consiglio anche i profani che volessero immergersi finalmente nel cosmo di orrori innominabili (e supremamente ironici) del Solitario di Providence.

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