Scontro durissimo a Otto e mezzo (La7) tra lo scrittore Antonio Scurati e il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino. Casus belli: le sferzanti critiche che il vincitore del premio Strega 2019 (con il suo M. Il figlio del secolo sulla figura di Benito Mussolini) ha lanciato a Propaganda Live sulla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa alla prima della Scala (“Sarà sempre un abusivo alla Scala finché non rinnegherà il fascismo. E lui non lo ha mai fatto“).
Dal suo canto, la seconda carica dello Stato, in una intervista al Corriere della Sera, ha replicato a Scurati dicendo che lo scrittore vive grazie ai suoi libri sul fascismo.

Lo scrittore stigmatizza anche il controllo ‘militare’ della Rai e fa un distinguo sul concetto di ‘egemonia culturale’: “Il potere della cultura è una cosa meravigliosa, ma il potere sulla cultura appartiene a un regime di potere autoritario”.
Bocchino parte in quinta: “Non c’è nessun rischio di egemonia della destra sulla cultura. Scurati, non sognare dittature, non ti sarà regalata un’altra dittatura con la M di Meloni per fare un altro libro di successo“.
Poi interrompe la conduttrice Lilli Gruber che spiega il botta e risposta a distanza tra Scurati e La Russa, ripetendo: “Le parole di Scurati sono una vergogna, sono irrispettose della Costituzione, della democrazia e delle istituzioni. Una cosa vergognosa”.

Scurati ribadisce che La Russa sarà sempre un abusivo alla Scala e osserva: “Bocchino mi ha dato del tu senza che nessuno l’abbia autorizzato“.
“Mi è scappato, chiedo scusa”, replica Bocchino.
Lo scrittore continua: “Non sono io ad aver insultato le istituzioni, ma è stato La Russa a farlo. Nel momento in cui lui denigra me, cioè un privato cittadino, e lo fa essendo la seconda carica dello Stato, abusa del proprio potere, perché per sua bocca parla lo Stato e lo Stato in una democrazia non denigra il singolo cittadino. Ma v’immaginate il presidente Mattarella che domani dice che la Gruber non sa fare la giornalista?”.
“Beh, veramente l’ha fatto con me la presidente del Consiglio“, commenta la conduttrice.
Scurati aggiunge: “A me non interessa parlare con Bocchino, ma vorrei dire una cosa ai telespettatori: la cosa più grave non è che La Russa abbia abusato del proprio potere di seconda carica dello Stato denigrandomi, ma è che ha screditato il ruolo istituzionale che lui ricopre, dicendo quelle cose”.

Bocchino ribatte: “Definire ‘cittadino’ Scurati è sbagliato. Lui non è un cittadino, ma un intellettuale, un opinionista. Io non ho visto da parte del presidente del Senato attacchi nei suoi confronti, ma una reazione agli attacchi scomposti di Scurati, perché non ci si vuole rassegnare al fatto che la democrazia ha scelto la destra”.
“Lei non ha il senso delle istituzioni – replica Scurati – Non rispetta le istituzioni democratiche della Repubblica italiana”.
E la reazione dell’ex parlamentare del Pdl è furibonda: “Io ho il senso delle istituzioni molto più di lei. Io sono stato eletto 5 volte in Parlamento, lei, se si candida, non la vota nessuno“.
“Ma cosa c’entra? – chiede Scurati – Queste sono accuse infantili. Sia adulto, rispetti le istituzioni“.
“Lei ha fatto i soldi sui libri su Mussolini”, ribatte Bocchino.
“Io ho fatto i soldi col mio talento – replica Scurati – Mi rendo conto che sia un concetto che le sfugge, non avendone nessuno lei“.
E Bocchino accusa: “Il suo talento l’ha portata a scegliere Mussolini perché era pop“.
“Le sfugge proprio il concetto di talento”, ribadisce lo scrittore.
Faccia la trilogia su Togliatti e mi faccia vedere quanto guadagna“, rilancia Bocchino, che viene interrotto da Lilli Gruber.

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