Due consiglieri comunali sospesi e un terzo indagato. L’operazioneAspide” della Guardia di finanza e della Procura di Trapani si abbatte sulla politica locale, mostrando l’interesse di alcuni eletti a mettere le mani su appalti, nomine e concorsi all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale. La prefetta Daniela Lupo ha interdetto la presidente del consiglio comunale del capoluogo, Anna Lisa Bianco, e il consigliere di Mazara del Vallo Iacono Fullone, entrambi finiti ai domiciliari nell’ambito dell’indagine delle pm Sara Morri e Francesca Urbani, che ha portato all’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare. Anche l’Asp ha deciso di sospendere dal servizio Bianco e i colleghi Giuseppa Messina, Antonino Sparaco, Nicola Gangi, Attilio Bonavires e Angela Maria Cruciata, tutti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta.

Anna Lisa è la figlia di Giuseppe Bianco, navigato politico trapanese, in passato a sua volta presidente del Consiglio comunale: è stata eletta nelle file di Trapani Tua, lista civica di riferimento del leghista Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione della giunta Schifani. Lo scorso maggio, durante la campagna per le comunali, aveva provocato forti malumori all’interno del centrodestra la scelta di Turano e dei suoi fedelissimi di appoggiare la ricandidatura dell’uscente sindaco di centrosinistra Giacomo Tranchida, poi vincitore: un “inciucio” che per poco non era costato al leghista lo scranno di assessore regionale. Bianco, eletta presidente dell’assemblea comunale con il voto unanime della maggioranza, è accusata di corruzione per aver elargito un paio di orecchini alla dirigente sanitaria Giuseppa Messina, presidente della commissione di un concorso per il posto di collaboratore amministrativo, che a sua volta – secondo l’accusa – le ha rivelato in anticipo gli argomenti dell’esame.

Allo stesso concorso ha partecipato anche Gaspare Gianformaggio, capogruppo di Fratelli d’Italia a Trapani e figlio di Carlo, vicedirettore sanitario dell’Asp trapanese e primario all’ospedale cittadino Sant’Antonio Abate. Gianformaggio junior è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio per aver saputo a sua volta gli argomenti dell’esame dal padre, con l’aiuto di Gioacchino Oddo, direttore sanitario dell’Azienda, e di Nicola Ganci, collaboratore amministrativo del direttore e componente della commissione. La gip Caterina Brignone ha applicato a Gianformaggio senior e Ganci il divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice, mentre Oddo è finito in carcere. Su quest’ultimo pendono anche altre accuse: in base a quanto ricostruito dalle indagini, ha favorito l’assunzione di Antonino Sparaco (ai domiciliari) a direttore in sostituzione dell’Unità operativa centro salute globale e ha indotto una donna ad avere con lui una serie di rapporti sessuali in cambio del suo interessamento per il rinnovo della patente di guida.

Sospeso dall’esercizio del mandato anche l’imprenditore Iacono Fullone, primo degli eletti della lista civica “Libera Intesa” a Mazara del Vallo, vicina all’attuale sindaco Salvatore Quinci, non coinvolto nell’inchiesta. Fullone, socio e amministratore di fatto della Iacono Servizi Srl, è accusato di corruzione per aver ricevuto informazioni riservate sulla gara bandita dall’Asp per l’assegnazione del servizio di sanificazione settimanale dei locali per tre mesi e un importo a base d’asta di 204mila euro. L’imprenditore, secondo la Procura, ha ricambiato con “una cassetta di gamberoni” la responsabile della procedura Messina e la sua collaboratrice Cruciata, per poi consegnare “due aragoste, scampi in quantità imprecisata e otto fette di pesce spada” sempre a Messina.

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