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Strangolò la vicina che si ribellò a tentativo di violenza sessuale, ergastolo confermato anche in appello

Strangolò la vicina che si ribellò a tentativo di violenza sessuale, ergastolo confermato anche in appello
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Dopo la condanna in primo grado, è stato confermato anche in appello l’ergastolo per Elpidio D’Ambra, 32enne reo confesso dell’omicidio di Rosa Alfieri, 23enne uccisa il 1° febbraio 2022 a Grumo Nevano (Napoli). A emettere il verdetto la IV sezione della Corte d’Appello di Napoli. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, e come confermato dallo stesso D’Ambra, quest’ultimo ha strangolato la ragazza, sua vicina di casa, che si era ribellata a un tentativo di violenza sessuale avvenuto nel suo appartamento, nel quale l’aveva attirata.

Subito dopo l’omicidio D’Ambra aveva fatto perdere le sue tracce, vagando per l’intera notte tra Napoli e provincia; nel capoluogo fu poi trovato il giorno dopo, nei pressi dell’ospedale San Paolo nel quartiere Fuorigrotta, e fermato. Durante l’interrogatorio dopo il fermo l’uomo raccontò di “aver sentito delle voci nella testa” che lo avevano spinto a commettere l’omicidio e aveva ammesso anche ammesso di essere un consumatore abituale di cocaina, ma di non aver assunto droga il giorno in cui ha strangolato la ragazza.

Presente in aula, tra gli altri, il padre della giovane vittima, Vincenzo Alfieri, e il suo legale, l’avvocato Carmine Biasiello. Subito dopo l’arringa del legale del padre della vittima, che si era associato alla richiesta della procura generale, l’imputato aveva chiesto e ottenuto la facoltà di rilasciare delle dichiarazioni spontanee durante le quali aveva chiesto di nuovo perdono alla famiglia di Rosa: “Non stavo bene – ha detto D’Ambra – ero sotto l’effetto del crack e della cocaina. Dopo l’omicidio sono scappato perché nel condominio dove abitavo c’erano anche tanti familiari della povera Rosa e temevo che mi uccidessero”.

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