Botta e risposta vivace a Otto e mezzo (La7) tra il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e Italo Bocchino, ex parlamentare finiano del Pdl e direttore editoriale del Secolo d’Italia.
Il tema del dibattito è l’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha denunciato l’esistenza di “riunioni di una corrente della magistratura” contro il governo Meloni.

A Bocchino, che difende strenuamente la posizione di Crosetto e che conferma l’esistenza dei rumor rivelati dal ministro, Travaglio ricorda le sue dichiarazioni del 2011: “Berlusconi nella sua lunga carriera politica ha detto più volte le cose affermate da Crosetto. Una volta delle tante, il 16 aprile 2011, Berlusconi disse che i magistrati si stavano mettendo d’accordo per rovesciare il suo governo. Ci fu una levata di scudi, tra cui – continua – una di un politico molto importante che disse: ‘Parlare della magistratura come di un’associazione a delinquere eversiva è folle, dire che i processi sono un’azione eversiva per buttare giù un governo è pericoloso per la democrazia. Adesso è chiaro che il vero eversore è Berlusconi che vorrebbe cancellare il ruolo costituzionale della magistratura, colpendo a morte la difesa della legalità’. Questo politico era Italo Bocchino“.

Il direttore del Fatto ricorda la scissione dei finiani dal Pdl di Berlusconi proprio a causa della diversa posizione sui magistrati e si sofferma sulle conseguenze attuali delle parole di Crosetto: “Mettetevi nei panni di un magistrato che si ritrova una notizia di reato su un esponente di centrodestra, che fa un’indagine insieme ai carabinieri e che legge quell’intervista di Crosetto al Corriere. Ricordo che Crosetto è il ministro della Difesa, cioè il ministro responsabile dell’Arma dei carabinieri. Ma con quale serenità e indipendenza quel magistrato e quei carabinieri indagheranno su un eventuale reato?”.

E aggiunge: “Questi sapranno benissimo come finirà la loro carriera se vanno avanti con quell’indagine. Scaveranno dei tunnel come Hamas sotto le procure per andare a nascondersi, altro che le riunioni per buttare giù un governo. Ci sarà il ‘fuggi fuggi’ dalle inchieste sulla pubblica amministrazione per paura di ritorsioni“.

Bocchino si difende facendo un distinguo tra quelle sue parole del 2011 all’indirizzo dei Berlusconi e la sua posizione odierna su Crosetto.
Lilli Gruber punzecchia Bocchino, commentando che nella vita si può sempre cambiare idea, ma l’ex finiano rigetta questa osservazione: “Io non ho cambiato posizione. Cambia che nel 2011 c’era un’aggressione alla magistratura, oggi c’è una preoccupazione per il governo legittimamente scelto dai cittadini“.
“Anche allora era un governo scelto dai cittadini – ribatte la giornalista – Non è che fino al governo attuale le elezioni fossero truccate“.
“Beh, no, Draghi non è stato scelto dai cittadini – replica Bocchino – e neanche i governi Conte Uno, Conte Due, Monti. Non sono stati scelti dei cittadini”.
E Travaglio insorge, scoppiando a ridere: “Ma voi finiani vi siete candidati nella lista di Monti e adesso sputi nel piatto in cui hai mangiato? Ma un po’ di rispetto”.

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