La sospensione delle linee telefoniche e di internet nella Striscia di Gaza ha lasciato per molte ore la popolazione nel totale isolamento. Gettando molte famiglie nell’angoscia: “I messaggi Whatsapp e Facebook sono l’unico per sentirci, per sapere che i nostri parenti stanno bene” racconta Ghada, operatrice di Oxfam sfollata nella Striscia di Gaza. “Sono contenta che ora le comunicazioni siano riprese, ma mi auguro che ci sia presto un cessate il fuoco, perché quello che abbiamo visto è troppo. Non ci sono parole per descriverlo”. Oltre ai bombardamenti israeliani, tutti i civili della Striscia stanno fronteggiando da giorni la carenza di cibo e soprattutto di acqua. “Non esce più dai rubinetti. Proprio noi che prima facevamo le campagne per il rispetto delle norme igieniche ora dobbiamo dire di usare poca acqua perché non c’è. È una cosa vergognosa

Il racconto di Ghada fa parte di una serie di testimonianze giornaliere degli operatori e dei manager di Oxfam a Gaza che ilfattoquotidiano.it ha deciso di pubblicare. L’obiettivo è avere giorno per giorno un racconto in prima persona da parte dei civili a Gaza, coloro che in questo momento stanno pagando il prezzo più alto del conflitto

LA CAMPAGNA – A Gaza è catastrofe umanitaria, gli aiuti di Oxfam.

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