I giudici indonesiani non hanno fatto sconti a Lina Lutfiawati, influencer indonesiana di fede musulmana, nota sul web come Lina Mukherjee. La giovane vanta più di due milioni di followers su TikTok ed è stata recentemente condannata a due anni di carcere in Indonesia per aver pubblicato proprio sui social un video in cui recita una preghiera islamica e poi mangia pelle di maiale croccante. La frase da lei pronunciata è “Bismillah”, che in arabo significa “in nome di Dio” e le autorità hanno ritenuto inaccettabile e blasfemo l’accostamento con la violazione del precetto di non mangiare carne di maiale. La tiktoker si è giustificata dicendo di aver provato la carne di maiale solo per curiosità – ricordiamo, il consumo di carne suina è severamente proibito dall’Islam –, mentre era in vacanza a Bali, dove, a differenza del resto della nazione, la popolazione è a maggioranza indù.

L’errore pagato carissimo

La ragazza ha postato sui social il momento in cui assaggiava la carne. Sbaglio fatale. Il video è stato poi visto da milioni di persone ed è stato definito blasfemo dal Nahdlatul Ulama, il massimo organo clericale musulmano dell’Indonesia.

Il tribunale distrettuale di Palembang, sull’isola di Sumatra, nell’ovest del paese, l’ha quindi accusata di “diffusione di informazioni volte a incitare all’odio contro individui e gruppi religiosi” e l’ha anche condannata a pagare una multa di 250 milioni di rupie indonesiane (circa 15mila euro). “Bismillah” è infatti la parola con cui comincia ogni ripartizione del Corano, ad eccezione della nona, ed è una delle espressioni più importanti e comuni della religione islamica.

L’Indonesia è la più grande nazione musulmana al mondo, dove più del 9o% dei 273 milioni di abitanti si identifica come musulmano. Negli ultimi anni il governo indonesiano ha introdotto leggi sempre più repressive e discriminatorie contro le altre religioni. Secondo i gruppi indonesiani per i diritti umani, le leggi sulla blasfemia, le cui pene sono state inasprite con l’introduzione del nuovo codice penale, sono sempre più utilizzate come un’arma contro le minoranze religiose e chi si ritiene abbia offeso l’Islam.

Il precedente

L’anno scorso, sono state effettuate altre condanne per comportamenti considerati blasfemi, come nel caso delle persone arrestate per aver offerto bevande alcoliche a clienti di nome Mohammad. Nel 2017, l’allora governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, di religione cristiana, fu condannato a due anni di carcere per commenti ritenuti blasfemi nei confronti dell’Islam durante la sua campagna elettorale.

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