“Fermata l’asta dei voli” e “stop all’algoritmo usato da parte dei vettori per determinare il prezzo dei biglietti“. Il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha usato parole cariche di entusiasmo presentando, in conferenza stampa, una delle norme presenti nei due decreti omnibus approvati nell’ultima riunione del Consiglio dei ministri prima della pausa estiva. Ma siamo davanti a una “rivoluzione” contro il caro-voli? In realtà no, perché le novità riguarderanno solo Sicilia e Sardegna, solamente in alcune situazioni particolari e, comunque, i prezzi potranno anche triplicare. “È solo fumo negli occhi dei cittadini”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori che definisce la norma “inconsistente, tardiva e fuorviante per chi pensa veramente che si stia mettendo mano al caro vacanze”. Non solo, rischia anche di trasformarsi in “un incentivo ad aumentare i prezzi. Ma vediamo i dettagli degli articoli in questione.

Le “pratiche scorrette” – Quello sulle “Pratiche commerciali scorrette relative ai prezzi praticati su voli nazionali per le isole” è il primo articolo del decreto legge e, come si evince proprio dal titolo, riguarda – appunto – solo i collegamenti con Sicilia e Sardegna. Intervenendo sul decreto legge del Codice del consumo introduce un nuovo comma che “vieta” la “fissazione dinamica delle tariffe da parte delle compagnie aree, modulata in relazione al tempo della prenotazione” ma solo ed esclusivamente “se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni“. E vengono così elencate le tre circostanze necessarie per definire scorretta la pratica commerciale: “a) è applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole; b) avviene durante un periodo di picco di domanda legata alla stagionalità o in concomitanza di uno stato di emergenza nazionale; c) conduce ad un prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori, del 200 per cento superiore alla tariffa media del volo”. In pratica se in Sicilia e Sardegna (quindi solo nelle isole) in alta stagione – quando aumenta la domanda di voli – o durante “un’emergenza nazionale” i prezzi sono più che triplicati è pratica scorretta.

I dubbi – Ma queste condizioni devono essere tutte presenti “congiuntamente”. Se non ci sono emergenze e non siamo in alta stagione i prezzi possono pure essere, ad esempio, 10 volte più alti della media. Ma anche se tutte le condizioni dovessero essere presenti, i prezzi possono anche essere il triplo della media. Il 2023 ha registrato aumenti medi dei biglietti aerei del 40% su base annua, tanto che il Garante dei Prezzi si è attivato: ma con la nuova norma i prezzi potrebbero comunque aumentare basta che non superino il 200% in concomitanza con le altre condizioni previste. In realtà quando viene citata la “tariffa media del volo” non si fa alcun riferimento se sia una media annuale o mense per mese. Secondo i dati dell’osservatorio di Federconsumatori, recentemente pubblicati, il costo medio ad agosto 2023 di un volo andata e ritorno Milano-Palermo il classe economy è di 257 euro contro i 224 dello scorso anno. Mentre Roma-Olbia costa in media 323,00 euro contro i 261,00 del 2022. Se il limite del 200% venisse applicato a queste medie (o a quelle del 2022) permetterebbe di raggiungere cifre astronomiche. La fissazione dinamica delle tariffe (dynamic pricing) – quella strategia di vendita che utilizza un algoritmo per cui un’azienda vende i suoi servizi/prodotti a prezzi flessibili, che variano nel tempo in considerazioni di determinate variabili (come orario, numero di vendite realizzate, offerte dei concorrenti, tipologia del cliente, luogo, abitudini di acquisto, ecc…) – non è mai vietata invece, per tutti gli altri voli nazionali e internazionali.

“Incentivo ad aumentare i prezzi” – “Dal punto di vista di calmierare i prezzi alle stelle dei voli, di fatto l’efficacia è pressoché nulla“, spiega a ilfattoquotidiano.it Massimiliano Dona: “Intanto perché si applica solo per i voli da e per la Sicilia e la Sardegna, restando fuori tutti i voli per il Sud o per la montagna e anche i voli per le destinazioni turistiche straniere“, sottolinea il presidente dell’Unione nazionale consumatori. L’avere previsto che l’aumento non deve superare il 200% per Dona “è molto grave”: “Prevedere un calmiere solo se si arriva a triplicare il prezzo di un volo – aggiunge – mi sembra quasi un ‘incentivo a delinquere’, un incentivo ad aumentare i prezzi tenendosi sotto questo limite. Gli annunci parlavano di tutt’altro e i toni trionfalistici dopo il cdm mi sembrano irrealistici”, commenta Massimiliano Dona. Senza considerare che rimane sempre il dubbio su come verrà calcolata “la tariffa media del volo”.

La profilazione web dell’utente – L’altro comma introdotto prevede, inoltre, che – sempre e solo per le rotte di collegamento con le isole – è “considerata pratica commerciale scorretta l’utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe basate su attività di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, quando esso comporti un pregiudizio economico per l’utente”. Quando si parla di profilazione si fa riferimento a tutte quelle attività in cui si cerca di delineare, attraverso i dati personali raccolti su app e siti – il profilo dei singoli utenti e individuare le loro preferenze, le loro abitudini, i loro gusti, cosa piace e cosa non piace, quali siti visitano e dove acquistano. Sarà considerata pratica scorretta quando “comporta un pregiudizio economico per l’utente”, ma per tutte le altre tratte nazionali e internazionali sarà, anche in questo caso, sempre una pratica accettata dal governo. Ultima novità riguarda il servizio servizio pubblico di collegamento con le isole: sarà stabilito un tetto massimo per le nuove gare dei servizi.

“Ha solo valore divulgativo” – “C’è solo un concetto utile in questa norma – sottolinea Massimiliano Dona – quello che mette in evidenza anche al consumatore più distratto il ruolo che hanno gli algoritmi nel farci pagare cifre diverse a seconda di dove ci troviamo quando prenotiamo il volo o dell’orario in cui lo facciamo. Ma l’algoritmo riconosce anche – aggiunge – il device dal quale facciamo le prenotazioni: se hai un telefono di vecchia generazione l’algoritmo presume che sei un soggetto più povero, se hai l’ultimo iPhone ti considera più ricco e quindi probabilmente propone due prezzi diversi”. Per il presidente dell’Unione nazionale consumatori pertanto “il valore di questa iniziativa è più che altro solo divulgativo“.

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