Musica

Maneskin San Siro, Damiano risponde alle critiche: “Beggin’ ci ha regalato il successo, ma in Italia c’è qualcuno a cui piace rompe er c**o”

Due ore di concerto con in scaletta “Gossip”, “Baby Said”, “Don’t wanna sleep", la già citata "Bla bla bla". C'è anche un pizzico di italiano con i brani “La Fine”, “Mark Chapman”, “Coraline”, la versione acustica in mezzo alla folla di “Torna a casa” e “Vent’anni” (eseguite, come già nel tour nei palazzetti, da Damiano e Thomas) e naturalmente la sanremese “Zitti e buoni”

di Andrea Conti

“Hai detto che sono brutto e che la mia band fa schifo, ma la mia canzone ha appena raggiunto un miliardo di stream. Quindi baciami il cu*o”. Glam e rock, irriverenti quanto basta. “Bla bla bla” non è solo una delle canzoni più applaudite al concerto dei Maneskin, ma anche una radiografia perfetta di Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio che vanno dritti per la loro strada, incuranti di critiche e obiezioni circa la loro musica e il percorso artistico, culminato con il nuovo corso dell’ultimo album “Rush!”, certificato Oro dopo 5 settimane e Platino dopo 12 settimane. Ma qui non parleremo di numeri, perché è la resa sul palco quella che conta. A differenza del concerto a cui abbiamo assistito lo scorso febbraio al Pala Alpitour di Torino, la band sembra sia “rinata” e con un feeling ritrovato. Damiano – che nel frattempo si è tinto i capelli di biondo – è sempre il leader, ma condivide sul palco molto di più coi suoi compagni di viaggio e soprattutto con la “mente” e co-fondatrice del gruppo, Victoria De Angelis. Sarà merito della fine della storia d’amore del frontman con Giorgia Soleri che, secondo i rumors, non aveva un buon rapporto con la De Angelis? Così come non parliamo di numeri, qui non parleremo certamente di gossip, che peraltro è il titolo di uno dei brani inseriti in scaletta.

Dopo la data zero al Rocco Nereo di Trieste, i due sold out dichiarati all’Olimpico di Roma, lì giocavano in “casa”, i Maneskin hanno intrattenuto i fan presenti allo Stadio San Siro di Milano, per la prima delle due tappe legate a “special events”, come vengono definiti dalla comunicazione ufficiale, che faranno da apripista al tour mondiale, al via dal 3 settembre in Germania per poi concludersi il 19 dicembre a Manchester, nel Regno Unito. Quindi queste date negli stadi – dichiarate sold out (ieri l’organizzatore Vivo Concerti ha ufficializzato 60mila presenze) – sono state l’unica occasione per applaudire la band, nata all’undicesima edizione di “X Factor” e letteralmente esplosa al Festival di Sanremo 2021 con “Zitti e buoni”. Per rivedere la band in Italia bisognerà aspettare almeno il prossimo anno.

Dicevamo del concerto che si è svolto, per la prima parte, sotto una pioggia torrenziale. In scaletta una sintesi dei tre dischi “Il ballo della vita” del 2018, “Teatro d’ira – Vol. I” del 2021 e l’ultimo “Rush!”. Una bella favola quella dei Maneskin, se si pensa che solo sei anni fa suonavano in Via del Corso a Roma. Oggi possono esibirsi davanti a migliaia di fan. Poco importa poi se oltreoceano sono esplosi grazie alla cover di “Beggin’”, cover del brano dei Four Seasons: “Ci dicono che è una cover, sì ma l’abbiamo fatta bene”, aveva già spiegato Damiano a Roma. Poi a Milano ha aggiunto: “Questa canzone ci ha permesso di fare dei festival meravigliosi in tutto il mondo, insomma ci ha donato parte del successo che abbiamo oggi. Ma è stata anche croce e delizia perché purtroppo, specialmente in questo Paese, c’è qualcuno a cui piace rompe er cazzo, detto proprio in francaise. Però ci sta un piccolo problema, che a noi non ce ne frega un cazzo e questa canzone ci piace”.

Due ore di concerto con in scaletta “Gossip”, “Baby Said”, “Don’t wanna sleep”, la già citata “Bla bla bla”. Su “Kool Kids”, come ormai tradizione, sul palco salgono un bel po’ di fan per scatenarsi con i loro idoli. Poi ancora ritmo con “Gasoline” (contro la guerra e pro Ucraina) eseguita tra le fiamme ad effetto, per poi accendere le luci dei telefonini sulle ballad struggenti “The Loneliest” e “Timezone”. C’è anche un pizzico di italiano con i brani “La Fine”, “Mark Chapman”, “Coraline”, la versione acustica in mezzo alla folla di “Torna a casa” e “Vent’anni” (eseguite, come già nel tour nei palazzetti, da Damiano e Thomas) e naturalmente la sanremese “Zitti e buoni”, cantata a squarciagola da tutto San Siro all’inizio del live. “I Wanna Be Your Slave” chiude concerto e bis. Insomma si va via dallo stadio, soddisfatti dalla visione del concerto con negli occhi (e nelle orecchie) più glam che rock con il carisma di Damiano a trascinare pubblico e show.

LA SCALETTA DI SAN SIRO 1. Don’t Wanna Sleep 2. Gossip 3. Zitti E Buoni 4. Chosen 5. Own My Mind 6. Supermodel 7. Le Parole Lontane 8. Baby Said 9. Bla Bla Bla 10. Beggin’ 11. In Nome Del Padre 12. For Your Love 13. Coraline 14. Gasoline 15. Timezone 16. I Wanna Be Your Slave 17. Torna A Casa 18. Vent’anni 19. La Fine 20. Mark Chapman 21. Mammamia 22. Kool Kids 23. The Loneliest 24. I Wanna Be Your Slave

(Foto Francesco Prandoni)

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