Consolidare le politiche per la transizione ecologica e sociale “attraverso l’istituzione, su iniziativa della Commissione europea, di un’imposta sui grandi patrimoni” il cui gettito andrebbe destinato destinato alla lotta al cambiamento climatico e alle disuguaglianze. È la proposta di un gruppo di economisti e attivisti che l’11 luglio hanno lanciato una raccolta firme con l’obiettivo di raccoglierne un milione in almeno sette Stati membri nel giro di un anno, cosa che costringerebbe Bruxelles a pronunciarsi sulla richiesta giustificando la propria decisione. L’iniziativa “risponde a numerose richieste della società civile, degli scienziati e dei rappresentanti politici“, scrivono il presidente del Partito socialista belga Paul Magnette, rappresentante della campagna, e gli altri firmatari tra cui Thomas Piketty, l’esponente del Partito socialista europeo ed ex commissario László Andor e il coordinatore di Progressive alliance Conny Reuter.

“Recentemente più di cento europarlamentari, sostenuti da diversi economisti, hanno invitato l’Unione a creare un’imposta progressiva sui grandi patrimoni”, ricordano i promotori. “La futura direttiva relativa a un livello minimo mondiale di imposizione fiscale per le multinazionali nell’Unione europea ha già dimostrato che l’Unione è in grado di trovare un accordo per ottenere una maggiore uguaglianza a livello fiscale. Più in generale, la Conferenza sul futuro dell’Europa ha insistito sulla necessità di armonizzare la politica fiscale, che può agire con effetto di leva per lottare contro la crisi ambientale”. Inoltre “diversi studi, tra cui uno condotto dal laboratorio sulle disuguaglianze mondiali, hanno dimostrato che tale imposta consentirebbe di accelerare la lotta contro i cambiamenti climatici e le disuguaglianze. Contribuendo alle risorse proprie dell’Unione europea, l’imposta genererebbe proventi che consentirebbero di cofinanziare le politiche di transizione ecologica e sociale dell’Unione e dei suoi Stati membri, sempre tenendo conto della loro situazione oggettiva”.

Per questo la Commissione viene invitata a fare tre passi legislativi: elaborare una proposta di direttiva per istituire un’imposta europea sui grandi patrimoni sulla base dell’articolo 115 del Trattato sul funzionamento della Ue, proporre una modifica della decisione 2020/2053 del Consiglio del 14 dicembre 2020, relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea per fare in modo che l’imposta sui grandi patrimoni contribuisca al sistema delle risorse proprie e presentare proposte di regolamento volte a rafforzare il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, i fondi collegati al Green Deal e alla politica di coesione.

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