Diciamo la verità, delle Amministrative di questi giorni i mass media nazionali hanno poco parlato. Oramai l’attenzione dell’informazione per la politica è sempre più orientata alle solite questioni di gossip più che di reale approfondimento sui concreti temi che incidono quotidianamente sui cittadini. A ciò si aggiunga che le coalizioni tradizionali oramai stanno in piedi solo per logiche di vecchio potere e che molti elettori hanno perso da tempo interesse e speranze.

In un ottimo articolo del Riformista, ho letto un’analisi del risultato del Pd alle Amministrative. Il fantomatico effetto Schlein, che doveva aiutare il Partito Democratico a risorgere, oltre a non essersi visto, non si è proprio arrivato. In realtà l’elezione della segretaria ha spinto il Pd ad essere l’ossimoro di se stesso, ossia un partito completamente opposto a quello che doveva essere e rappresentare. Non a caso la parte riformista, cattolica e liberale inizia a prendere le distanze dal Pd, con addii eccellenti e ben radicati nel territorio.

Il peggio è che oramai non esiste una reale prospettiva e una ipotetica strada politica da seguire. Il Pd, oramai il Partito dell’armocromia, non offre più una vocazione maggioritaria ma al contrario ha virato con miopia verso l’isolazionismo minoritario, di ipotetica nicchia, lontana dalla realtà e dal futuro. Il tutto condito da una alleanza strutturale con un partito ormai privo di ogni idea e ideale, ossia il Movimento 5Stelle.

Un partito, il M5s, che è servito a dare poltrone a personaggi che oggi non eletti vanno a ricoprire grazie ad accordi con il centro-destra ruoli di rilievo in varie Istituzioni: verrà ricordato nella storia italiana come la peggior pagina politica della nostra Repubblica, dove si è sdoganata l’ignoranza e l’incompetenza a favore del populismo spinto. Giuseppe Conte, questo ha rappresentato e continua a rappresentare sempre più solo e politicamente irrilevante.

Per questo il Pd dalemiano ha ancora più colpe: ha preferito cavalcare il fuoco di paglia di certi personaggi per combattere le correnti riformiste e mantenere il controllo di un partito oramai declassato. Aver fatto da ciambella di salvataggio al Movimento 5Stelle è stato e sarà il più grande errore politico della ditta del Pd.

Per questo motivo – io credo – occorre avere pazienza nel costruire con tutte le forze il progetto di un grande Partito Riformista e liberale. Le persone da rappresentare ci sono e aspettano da tempo una casa, con la consapevolezza che la finta coalizione di centrodestra a breve non potrà più reggere. Occorre un nuovo campo e scompaginare quello esistente da troppi anni. Occorre isolare i personalismi e contribuire a costruire il futuro della nuova politica.

Anche per questo motivo il litigio di Carlo Calenda con se stesso si sta rilevando oltre ad un grosso autogol politico del pariolino anche un forse inaspettato nuovo slancio del progetto del “Terzo Polo”. Gli elettori, i dirigenti locali e gli eletti nelle varie Istituzioni hanno capito e stanno capendo che non si possono seguire le frenesie social di alcuni autoproclamati leader dell’asilo mariuccia. Le esigenze della realtà e dei problemi che attanagliano i cittadini sono l’unico vero punto di riferimento della vera politica. Al 99,8% della popolazione non interessa nulla dei personalismi di Calenda o di un Richetti qualsiasi.

Questa è la realtà di chi non mette al primo posto sempre e solo se stesso.
Questo è quello che i cittadini si aspettano da persone serie che dovrebbero rappresentare un partito e soprattutto un eventuale governo del Paese. Altrimenti, con certi personaggi ti svegli ogni giorno con la paura e l’ansia di vedere cosa hanno scritto su Twitter.

Detto ciò, che appare anche pleonastico ripetere, la bellezza della politica è che le idee vanno più veloci e forte delle persone. L’esigenza di un nuovo grande Partito che sia realmente punto di riferimento dei Riformisti è ormai inarrestabile. E questo ormai è sempre più evidente. Il vento è quello giusto e la storia è pronta per raccontare questa nuova esperienza e pagina di vita.

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