di Roberto Del Balzo

Arriva l’anno nuovo. È anche il momento, tra i tanti mai cercati o evitati, di fermarsi. Lo diciamo ogni anno. Siamo così presi da tutto quello che ci ruota intorno che sembra di non avere più tempo per nulla. Viviamo una corsa continua, il lavoro, la famiglia e in generale tutta quella fatica del vivere quotidiano fatta di mille imprevisti, di abitudini e consuetudini che tolgono qualsiasi spazio a una semplice riflessione su noi stessi. Non si tratta solo di meditare o pregare oppure tirare la solita riga per vedere i risultati di fine anno.

È molto di più. Significa togliersi da tutto il caos che la vita ci impone, trovare tra le lancette dell’orologio il tempo giusto, un tempo di qualità immerso il più possibile nel silenzio, lontano dalle voci degli altri, dai rumori e da tutto quell’inquinamento sia acustico che visivo che ci bombarda tutti i giorni.

Alle volte capita di ritrovarsi di sera, magari in quelle giornate post-qualcosa, dove la città sta ancora dormendo e all’interno di qualche appartamento appena illuminato da fievoli luci qualcuno cerca solo di riposare il corpo e svuotare la mente davanti a una serie tv. Quelle notti dove viene quasi voglia di sedersi sul bordo del marciapiede. Tutto è calmo. I semafori lampeggiano e i lampioni lasciano nel vuoto un sottile ronzio causato da dolenti e anziani cavi elettrici. La pace è rotta solo dal miagolare di qualche gatto, una zuffa tra amanti pelosi nascosti chissà dove. Sono quei momenti dove il tempo si ferma e finalmente riusciamo a sentire solo noi stessi, i nostri passi, il nostro cuore e vorremmo non finisse mai.

Fin da piccoli ci chiedevano i nostri buoni propositi per il nuovo anno. Crescendo abbiamo capito che è inutile farne, la vita si presenta come vuole e non abbiamo un gran controllo delle nostre aspettative. Inutile sprecare energie verso l’esterno. Il mondo sta implodendo e non abbiamo ancora capito cosa ci stiamo a fare qui in questo momento. E allora, forse, quelle intenzioni per un anno migliore devono trasformarsi in dubbio. Entrare nel nuovo anno dubitando per superare noi stessi e il nostro ego nell’esercizio più difficile: andare oltre i pregiudizi che sedimentano dentro di noi, superare le consuetudini e le superstizioni. Guardare il mondo intorno a noi non attraverso il cellulare ma attraverso il dubbio, la spersonalizzazione di noi stessi. Sperando che infine, in quel dubbio riesca a passare prima o poi una debole luce.

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