Almeno una persona è morta giovedì sera a causa degli scontri durante la partita GimnasiaBoca Juniors, valida per la Liga argentina, che si è disputata a La Plata (Buenos Aires). La prima vittima accertata è un uomo di 57 anni, che è stato colpito da un arresto cardiaco mentre veniva portato in ospedale in ambulanza. Ma il rischio è che il numero dei morti possa essere anche superiori, visto il caos che è scoppiato all’esterno e all’interno dello stadio.

Autorità e testimoni hanno raccontato che i tifosi della squadra di casa, il Gimnasia, volevano entrare nell’impianto già pieno. La polizia ha reagito sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni per far ritirare la folla. I lacrimogeni però hanno reso l’aria irrespirabile anche in campo e sugli spalti, creando il panico tra i tifosi. La partita è stata sospesa al decimo minuto: i calciatori sono rientrati negli spogliatoi e i tifosi si sono riversati in campo per tentare di sfuggire alla calca.

L’incidente è avvenuto meno di una settimana dopo che l’uso di gas lacrimogeni al di fuori di una partita di calcio in Indonesia ha provocato una fuga precipitosa che ha provocato la morte di 131 persone. La Federcalcio argentina ha dichiarato in un tweet di “esprimere il suo impegno a continuare a lavorare per sradicare questo tipo di episodi che offuscano la festa del calcio”. Nei suoi protocolli di sicurezza, la Fifa sconsiglia l’uso di gas lacrimogeni dentro o intorno agli stadi per evitare situazioni rischiose come a La Plata o nella città indonesiana di Malanga sabato scorso, quando molti dei morti sono stati schiacciati durante la fuga precipitosa dei fan.

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