Volodymyr Zelensky si congratula e chiede supporto, lei garantisce che la collaborazione contro l’invasione russa continuerà. In attesa di ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica, Giorgia Meloni è costretta a rompere il low profile imposto ai suoi con una dichiarazione chiara, netta e inequivocabile a supporto dell’Ucraina: “Sappi che potete contare sul nostro leale sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino. Sii forte e mantieni salda la tua fede”, ha scritto la presidente di Fratelli d’Italia al presidente ucraino che poco prima si era complimentato con lei per la vittoria del 25 settembre.

“Congratulazioni a Giorgia Meloni e al suo partito per la vittoria alle elezioni – il contenuto del tweet – Apprezziamo il sostegno costante dell’Italia all’Ucraina nella lotta contro l’aggressione russa. Contiamo su una proficua collaborazione con il nuovo governo italiano”. Una richiesta di fronte alla quale Meloni non ha potuto tacere, twittando a stretto giro. Basti pensare che la leader di Fdi negli scorsi giorni non aveva risposto alle congratulazioni giunte da diverse autorità di Paesi stranieri. Dal primo ministro della Repubblica Ceca a quello della Polonia, fino anche alla neo-premier inglese Liz Truss, per oltre 24 ore, i loro tweet non avevano ricevuto una risposta. Dopo aver rassicurato Zelensky, invece, Meloni ha ringraziato a tutti.

La collocazione a supporto dell’Ucraina era già stata esplicitata nelle settimane precedenti al voto, in maniera fattiva, dal senatore di Fratelli d’Italia e presidente del Copasir, Adolfo Urso, nel corso di una visita nella capitale ucraina nella quale aveva incontrato il capo dell’ufficio di presidenza ucraino, Andriy Yermak, rassicurando Kiev sull’invio di armi e ribadendo il “pieno sostegno” contro l’invasione di Mosca. L’uscita pubblica di Meloni, la prima in politica internazionale dopo il voto, è tuttavia un chiaro messaggio agli alleati del centrodestra che sono sempre stati molto ondivaghi circa la guerra in corso.

A iniziare da Matteo Salvini, che solo negli ultimi giorni ha sostenuto di aver cambiato idea su Vladimir Putin “da quando ha avuto inizio della guerra”. Ma anche l’uscita di Silvio Berlusconi, legato da un’amicizia personale con il capo del Cremlino, a poche ore dal voto aveva alimentato polemiche: “Putin voleva sostituire Zelensky con un governo di persone perbene. Doveva fermarsi all’assedio di Kiev”, aveva detto durante un’intervista a Porta a Porta il fondatore di Forza Italia.

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