Con l’Europa in piena crisi energetica e l’inverno alle porte i leader occidentali tornano a bussare alla porta del principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad bin Salman. Il tema al centro dei colloqui, nell’ambito del processo di normalizzazione con le monarchie del Golfo inaugurato dalla visita di Joe Biden, anche quella avvenuta dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, sarà inevitabilmente quello delle forniture energetiche, ma da Berlino tengono a chiarire che uno dei temi sul tavolo ha riguardato l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, ucciso nella sede del consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre di 4 anni fa: “Abbiamo discusso di tutte le questioni riguardanti i diritti civili e umani“, ha detto il cancelliere tedesco dopo i colloqui nella città portuale di Gedda, primo giorno della sua visita ufficiale nel Golfo che comprenderà anche tappe negli Emirati Arabi e una in Qatar.

Rispondendo alla domanda di un giornalista, il cancelliere ha aggiunto: “È così che dovrebbe essere. E può stare certo che nulla è stato taciuto di ciò che doveva essere detto”. Fonti del governo di Berlino citate dall’agenzia di stampa Dpa, però, spiegano che la missione di Scholz è incentrata sul tema energia e sul modo in cui la Germania si appresta ad affrontare la crisi, oltre a toccare tematiche relative ai diritti umani e questioni di sicurezza. Al momento, però, non è stato reso noto se le visite porteranno alla firma di accordi per l’importazione di gas o, più a lungo termine, di idrogeno dalla regione verso la Germania, uno dei Paesi più colpiti dallo stop al gas imposto da Mosca.

Come successo con Emmanuel Macron durante la visita del principe all’Eliseo, Scholz e Mbs si sono salutati con una stretta di mano, gesto rifiutato invece da Biden nel corso del suo viaggio nel Golfo. Il portavoce del governo tedesco Steffen Hebestreit ha voluto comunque precisare che l’uccisione di Khashoggi sarebbe “sicuramente stata discussa” nei colloqui tra Scholz e il leader saudita.

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