Una piazza del Popolo piena a metà ha accolto la chiusura della campagna elettorale della coalizione di centrodestra. La manifestazione, organizzata nella Capitale, è iniziata poco prima delle 19 con più di un’ora di ritardo. I leader dell’alleanza, data in vantaggio da tutti i sondaggi pubblicati prima del black out elettorale, si sono presentati uniti per lanciare gli ultimi appelli al voto. “Un gran piacere vedere le nostre bandiere tutte insieme”, ha detto Silvio Berlusconi. Una compattezza rivendicata anche da Giorgia Meloni e Matteo Salvini: “Ci impegniamo a governare insieme per cinque anni”, hanno detto entrambi. Mentre la presidente di Fratelli d’Italia è andata oltre e ha garantito che, se avranno i voti, sono pronti a “fare la riforma del presidenzialismo” anche senza la sinistra. Quindi sono pronti a cambiare la Costituzione. E in chiusura, ha attaccato chi ha deciso il lockdown per la pandemia di Covid, quindi il ministro Roberto Speranza, ma anche medici e scienziati: “Non piegheremo più le nostre libertà fondamentali a questi apprendisti stregoni“, ha detto. Parole subito condannate dall’avversario Enrico Letta: “Si dà in pasto ai No vax e offende i nostri morti”, ha twittato.

Annunci e provocazioni a parte, il clima tra gli alleati di centrodestra è tutt’altro che sereno. Per tutta la giornata la leader Fdi e il segretario del Carroccio hanno battibeccato da lontano sulla formazione della squadra di governo: Meloni ha detto di avere già in mente i nomi, ma il leghista ha replicato che la squadra si fa insieme. E al massimo, ha aggiunto, “penso al governo Salvini”. Senza contare le divergenze sul tema dello scostamento di bilancio. Ma ora l’obiettivo è rinviare ogni scontro interno al post-voto di domenica, quando a contare saranno solo le percentuali ottenute dai singoli partiti. Intanto domani 23 settembre i partiti faranno le loro chiusure da soli e, inevitabilmente, il confronto sarà già sulle diverse piazze.

Meloni chiude: “Ci impegniamo a governare per cinque anni” – Un coro “Giorgia Giorgia”, qualche fumogeno, bandiere di Fratelli d’Italia tutte in alto e la presentazione dell’attore Pino Insegno hanno accolto Giorgia Meloni sul palco. Subito dopo un nuovo coro “Giorgia, Giorgia” ha interrotto brevemente il suo intervento. In piazza, anche un cartello con la sua foto e la scritta “Noi siamo Giorgia”. “Mentre noi parlavamo delle nostra priorità loro parlavano solo di noi e tentavano di trascinarci in una lotta nel fango che è il loro terreno più congeniale”, ha detto rivolgendosi agli avversari. “Quando è arrivata la democrazia la sinistra ha perso la testa” è una sinistra “rabbiosa, violenta che ha il terrore di perdere il suo consolidato sistema di potere”. E ancora: “La tesi della sinistra è più o meno: non abbiamo niente da dire ma siccome la Meloni è pericolosa turatevi il naso e votate a sinistra. Ora è il momento di respirare a pieni polmoni, qua c’è l’aria della libertà, è arrivato il momento di non turarsi più il naso”. E sempre parlando degli avversari, Meloni ha rilanciato: “Gli inciuci sono pronti a rifarli. Noi del centrodestra ci avete visto su questo palco. Dall’altra parte ci sono Calenda, Conte, Letta, Di Maio. Apparentemente si fanno la guerra. Voglio sfidarli: dichiarino entro domani sera quali sono i partiti con o quali si vogliono alleare per un eventuale governo. Escano allo scoperto, prima del voto dicano la verità”. Parlando della crisi energetica ha rilanciato: “Serve un tetto al prezzo del gas”, ha detto. “Non facciamo come Letta che va in Germania non a trattare sul tetto ma a barattare il sostegno a lui con l’interesse nazionale”. Meloni ha anche parlato delle riforme costituzionali: “Se gli italiani ci daranno la maggioranza”, ha detto, “faremo una riforma in senso presidenziale e saremo felici se la sinistra vorrà darci una mano a efficientare le nostre istituzioni, ma se gli italiani ci daranno i numeri noi lo faremo lo stesso“.

Meloni ha anche fatto un passaggio sul Covid, usando parole molto dure contro medici e scienziati: “Libertà vale anche per come intendiamo affrontare l’eventuale ritorno della pandemia: non accetteremo più che l’Italia sia l’esperimento dell’applicazione del modello cinese a un Paese occidentale” con “il modello Speranza siamo stati il paese con le più grandi restrizioni e il più alto numero di contagi. Non piegheremo più le nostre libertà fondamentali a questi apprendisti stregoni“. La leader Fdi ha fatto il pieno di applausi rispetto agli altri leader del centrodestra. Gli applausi più forti sono scattati quando ha arringato i manifestanti urlando “C’è aria di libertà”. Meloni ha anche stoppato i fischi partiti da alcuni manifestanti quando ha citato i nomi dei leader rivali. “No, noi non fischiamo nessuno ché noi siamo gente di un certo livello”, ha detto.

Berlusconi apre: “Bello vedere sventolare tutte insieme le bandiere” – Manifestanti per lo più seduti e con gran parte delle bandiere abbassate – tranne una decina di Forza Italia – hanno seguito l’intervento di Silvio Berlusconi sul palco. L’applauso più forte ha riguardato il passaggio sulle tasse (“Noi siamo gli unici che non vogliono aumentarle”, ha detto il leader di Forza Italia). Poi applausi sull’unità del centrodestra e sulla “giustizia giusta”. Al lato del palco c’era la compagna di Berlusconi, Marta Fascina. Il leader Fi nel suo discorso ha attaccato, di nuovo, i giudici: “Quale Italia vogliamo costruire?”. Un’Italia “dove non ci siano giudici che usino il loro potere per colpire e per eliminare gli avversari politici”. “Sono qui perché siamo uniti, noi siamo la maggioranza vera del Paese”, ha detto. “In ogni turno elettorale, nelle amministrative, europee e politiche abbiamo avuto sempre la stessa risposta: l’Italia non vuole essere governata dalla sinistra. 8 anni fa in campo per evitare che la sinistra dell’ex partito comunista prendesse il potere. Ci siamo alleati per evitare una deriva autoritaria, statalista e giustizialista“. Sul “viva Meloni, viva Salvini, viva Forza Italia e viva la libertà” è scattato l’applauso finale scandito dalle bandiere alzate dei vari partiti.

Lupi interviene per Noi Moderati Maurizio Lupi ha preso la parola in rappresentanza di Noi Moderati e ha cercato di dire che la coalizione sarà anche “moderata”: “Mi dicono che in piazza devi essere meno moderato, più populista: ma ci hanno un po’ rotto nel mettere il centrodestra tra i populisti in contrapposizione con i moderati. Dire che una famiglia è il pilastro della società, che ogni giovane ha diritto a un’educazione, a una scuola dignitosa, dire che ogni famiglia ha la libertà di poter scegliere è amare il popolo o essere populisti? Basta con queste contrapposizioni”. E ha chiuso: “Tutti noi crediamo che al Nord come al Sud, c’è la dignità di avare un lavoro e non l’elemosina di un’assistenza. E il lavoro lo danno le imprese, non lo Stato”.

Salvini rivendica “unità” – “La prima vittoria prima del 25 siete voi”, ha detto il leader del Carroccio dal palco, “gente di tradizioni diverse che hanno deciso di essere insieme con un destino comune e un impegno che prendiamo noi tutti: governare bene e insieme per 5 anni. Ci troviamo qui tra 5 anni. La sinistra è divisa e litigiosa. Qui c’è una prova di maturità: non c’è bisogno di insultare e minacciare come fa la sinistra. da noi solo proposte e sorrisi”. Quindi il leghista ha ribadito la sua ultima proposta elettorale: “Via il canone Rai dalla bolletta. E se Fazio vuole fare i comizi, se li paga di tasca sua”. Quindi Salvini ha annunciato che “il primo atto del governo sarà un decreto energia per bloccare subito gli aumenti delle bollette di energia e gas. E poi cancellare la legge, iniqua, Fornero. Vogliamo il diritto alla pensione per chi fatica da una vita e diritto al lavoro per i giovani e per gli operai”. E “se l’Europa pensa di licenziare operai in Italia per fare un favore alla Cina, di mettere fuorilegge le auto diesel per licenziare in Italia e assumere a Pechino, il prossimo governo indice un referendum per chiedere agli italiani se sono d’accordo con questa sciocchezza”. Mentre parlava Salvini hanno iniziato a suonare le campane e lui si è interrotto: “Evviva il suono delle campane e guai a chi viene nel nostro paese per cambiare il nostro modo pregare”, ha detto.

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