Blitz delle forze dell’ordine contro attività della ‘ndrangheta in Spagna. Come comunicato dalla Guardia Civil spagnola, un’operazione in collaborazione con Carabinieri e Guardia di finanza italiane ha colpito un nucleo attivo in particolare a Ibiza, oltre che un’organizzazione criminale albanese con attività correlate sull’isola. Secondo gli inquirenti, la principale attività del nucleo italiano smantellato era il narcotraffico, in particolare di cocaina. Il gruppo albanese, invece, forniva droga e armi a quello italiano.

In tutto sono state arrestate 32 persone, tra cui cittadini italiani, albanesi e ungheresi, sia a Ibiza sia in altre località spagnole, e sono state effettuate 42 perquisizioni, di cui 38 a Ibiza, una a Barcellona, due a Malaga e una a Tenerife. Sequestrati 18 chili di metanfetamine, 4,5 chili di cocaina, 870.000 pastiglie di ecstasy, due armi da fuoco, oltre 300mila euro in contanti e 23 veicoli di alta gamma. La droga era destinata principalmente all’Italia e alla Spagna e proveniva direttamente dal Sud America.

Il blitz, denominato “Operazione Dragon Ball“, ha coinvolto quattrocento agenti spagnoli, che hanno ricevuto l’appoggio della Direzione investigativa antimafia italiana (Dia) e sono intervenuti a Ibiza e in altre zone della Spagna. L’operazione si è svolta in due fasi consecutive, tra il 13 e il 17 settembre, ma se n’è avuta notizia solo oggi. Secondo le forze dell’ordine è stata impedita l’immissione sul mercato di 94.500 dosi di mdma e cocaina per un valore di 4,1 milioni di euro e il fermo di beni mobili e immobili per un valore di circa 22 milioni di euro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Amedeo Matacena, quando da parlamentare mi battei per il trattato di estradizione dagli Emirati

next
Articolo Successivo

Canicattì, nella città del giudice Livatino i commercianti estorti con il “micropizzo”: da 5 a 20 euro per evitare ritorsioni

next