È il turno di Azione e Italia Viva, il cui programma è disponibile on-line. Ricordo i tre simboli di sintesi:

per un’opinione positiva
per sintetizzare un giudizio negativo e
per esprimere un dubbio, legato o alle genericità della proposta o alla mancata indicazione di elementi utili a comprenderne le modalità di realizzazione

Una legge sul salario minimo

Anche il cosiddetto “Terzo Polo” pone l’accento sul salario minimo, ottenibile con una legge sulla rappresentanza dei sindacati, così da combattere la contrattazione collettiva pirata e con una legge che riconosca il valore verso tutti i lavoratori non solo della parte economica del contratto collettivo, ma di tutta la disciplina in esso contenuta, ivi compresa la parte cosiddetta normativa.

In tal modo verrebbero obbligatoriamente estese a tutti i lavoratori tutte le disposizioni del CCNL, ivi comprese quelle che si occupano, ad esempio della disciplina del contratto a termine, dell’orario, delle sanzioni disciplinari.

Da qui un chiaro contrasto con l’art. 39 della Costituzione.

Giudizio: ⇓

Detassazione dei premi di produttività

La previsione è molto generica e non si capisce quanto tenga conto dell’attuale normativa che già prevede una detassazione dei premi di produttività.

Giudizio: ⇔

Modifiche al Reddito di cittadinanza

Nel programma, dopo un’aspra critica al Reddito di Cittadinanza, definito come “uno strumento pensato male … e che ha dimostrato tutti i suoi limiti”, sorprendentemente non se ne propone un’abolizione, ma semplicemente una riforma, consistente nella decadenza dopo il primo rifiuto di un’offerta congrua di lavoro e nel limitare a due anni il versamento dell’intero importo, con un successivo décalage di 1/3 e l’affidamento del percettore ai servizi sociali del Comune.

Le modifiche sono in aperta contraddizione con tutte le critiche che il programma muove allo strumento: infatti, Azione e Italia Viva individuano nella mancata ricollocazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza uno dei punti deboli dell’attuale misura; non si comprende che senso abbia prevedere la decadenza legata ad un evento (il rifiuto di una proposta) che sino ad oggi non si è verificata non per colpa del percettore, ma per la debolezza del sistema di collocamento.

Giudizio: ⇓

Potenziamento delle politiche attive

Il “Terzo Polo” propone (al punto 8°) di attivare le agenzie private al fine di “affiancare i centri per l’impiego nella ricerca di lavoro” e di affidare loro il compito di gestire un’attività di colloquio mensile con i percettori del Reddito, “al fine di monitorare la ricerca di lavoro ed individuare eventuali esigenze formative”.

Manca una qualunque previsione su quale sia il beneficio riconosciuto alle Agenzie laddove riescano ad individuare un’occupazione e non si tiene conto una misura simile, cioè l’Assegno di Ricollocazione RdC, è stata abrogata dal 1° gennaio 2022.

Giudizio: ⇓

Interventi sul fronte formativo

Nel programma sono presenti due punti (il 3° e il 9°) che si focalizzano sul fronte formativo. Da un lato si prevede l’incentivazione di patti formativi stipulati, sotto l’egida del MISE, tra imprese e ITS per la “creazione delle competenze richieste dal mercato” tramite corsi specialistici. In tal modo la singola azienda (o gruppi di aziende) potrebbero organizzare corsi di riqualificazione professionale del personale interno o per formare giovani da inserire nella propria organizzazione. Il vantaggio per il datore di lavoro sarebbe non solo quello di avere competenze aggiornate in azienda, ma anche di ottenere un “rimborso” per l’attività formativa organizzata.

Sempre attraverso gli ITS il Terzo Polo ipotizza di attuare quelle politiche attive, consistenti nella riqualificazione professionale dei disoccupati e dei percettori del RdC.

Si tocca con queste proposte un tasto molto importante, cioè quello del possesso da parte dei lavoratori sia occupati, che in cerca di un posto di lavoro, di competenze in linea con le esigenze del mercato del lavoro, tema molto importante in cui l’Italia ha fallito in passato, a partire dall’inefficacia dell’Anpal. La proposta merita un giudizio positivo poiché punta l’indice su un tema importantissimo nel mercato del lavoro.

Giudizio: ⇑

Proposte rivolte al ceto dei professionisti

Buona parte del programma (punti 4°, 11°, 12°, 13°, 14° e 15°) è dedicata al mondo delle professioni. Si tratta di una fascia di elettorato che gli altri programmi non hanno considerato e che, secondo alcuni sondaggisti, rappresentano il 24,8% degli elettori di Fratelli d’Italia. Appare, quindi, come un intervento in un “terreno di caccia altrui”.

Le proposte sono raggruppabili in tre macro-temi:
1. Lotta alle partite iva fasulle;
2. Interventi di tipo economico;
3. Incentivi per la crescita degli studi professionali.
Il primo tema vede nell’incremento dei controlli e delle sanzioni il punto cardine della proposta, che, in assenza di dettagli impone un giudizio sospeso.

Giudizio: ⇔

Il secondo gruppo di proposte è volta a fornire un supporto economico ai lavoratori autonomi, dapprima con la definitiva approvazione della riforma sull’equo compenso delle prestazioni professionali e poi con la previsione, sulla base della sperimentazione (2021-2023) dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), dell’adozione di una vera e propria cassa integrazione dedicata agli autonomi che si trovano in particolari situazioni di difficoltà. L’obiettivo è quello d correggere le criticità riscontrate nell’ISCRO, con una riduzione dell’aliquota contributiva da versare all’INPS e una rimodulazione dei criteri di accesso.

Giudizio: ⇑

Infine, si prevedono una serie di misure volte a cercare di accrescere le capacità competitive degli studi professionali, affetti da nanismo (ad esempio, tra gli avvocati il 41,4% è formato da professionisti singoli). Per incentivare la crescita dimensionale degli studi professionali, si ipotizza la previsione di semplificazioni dal punto di vista normativo e fiscale per la creazione di società tra professionisti anche di carattere multidisciplinare (cioè tra soggetti iscritti ad albi professionali diversi). Sempre in tale ottica, si ipotizza di consentire ai lavoratori autonomi di partecipare ai bandi nazionali e regionali, equiparandoli alle imprese

In aggiunta a ciò, si propongono nuovi percorsi di politiche attive per garantire un costante aggiornamento professionale al fine di innalzare la capacità competitiva nel mercato.

Pur sembrando lo scopo finale apprezzabile, poiché volto a combattere la parcellizzazione delle strutture professionali (sulla visione del professionista come un “lupo solitario” vedi il post ), il giudizio è sospeso.

Giudizio: ⇔

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