Utili aumentati in modo esponenziale per le società dell’energia ed da marzo, quando l’invasione della Russia in Ucraina era appena all’inizio, che si parla di extraprofitti e della tassa che deve essere versata come più volte chiesto dallo stesso premier Mario Draghi. Ora la procura di Roma ha aperto un fascicolo sugli enormi introiti delle aziende del settore energetico, un modello 45 ovvero senza reato e quindi senza indagati, ma che potrebbe essere un primo passo verso una vera e propria inchiesta. Sulla questione Verdi e Sinistra Italiana avevano presentato un esposto che ipotizzava i reati di evasione fiscale e frode per le “tasse non pagate dai colossi energetici”. La Procura, secondo quanto si apprende da fonti legali, nell’ambito dell’apertura dell’indagine ha chiesto alla Guardia di Finanza un’informativa. Saranno gli uomini delle Fiamme gialle a fare i primi necessari accertamenti per verificare eventuali reati.

Nell’esposto si fa riferimento alla “crisi internazionale come conseguenza della guerra avviata dalla Russia in Ucraina” che ha provocato “aumenti stratosferici” ai prezzi dell’energia portando a “rincari delle bollette del gas e dell’energia elettrica di almeno cinque volte rispetto alla situazione pre-crisi”. Per i denuncianti questi “aumenti sono del tutto ingiustificati e generati anche “dalla forte speculazione – è detto nella denuncia – in quanto molte aziende energetiche italiane che acquistano, distribuiscono e vendono il gas in Italia lo fanno, per almeno i due terzi del gas venduto nel nostro paese, con contratti pluriennali sottoscritti con Gazprom a prezzi fissati pre-guerra“.

Nell’esposto si fa riferimento anche a quanto affermato dal presidente del Consiglio il 4 agosto scorso che nel corso di una conferenza stampa “ha duramente denunciato il mancato versamento della tassa sugli extraprofitti che per il 40% doveva essere versata entro il 30 giugno 2022 per un importo totale di 10 miliardi di euro“. Alla luce di questa situazione i denuncianti chiedono alla Procura di Roma “di aprire un’indagine per verificare se siano stati commessi reati di evasione e frode fiscale e se i reati dovessero trovare conferma di valutare se procedere nel sequestro preventivo delle somme evase”. Due settimane fa anche l’ex premier Giuseppe Conte (M5s) era intervenuto chiedendo al Mef di pubblicare la lista delle società che non hanno versato il dovuto. La norma (da correggere per alcuni errori nella scrittura) aveva portato a un introito per le casse dello Stato minore del previsto e i nuovi calcoli hanno portato per esempio l’Eni a triplicare il dovuto (1,4 miliardi).

Draghi, nel suo intervento al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, ha insistito sulla necessità che le imprese si mettano in regola: “Queste aziende hanno registrato utili senza precedenti solo a causa dell’aumento dei prezzi dei combustibili fossili – un aumento che, allo stesso tempo, penalizza la maggioranza di cittadini e le imprese. È stato giusto chiedere alle imprese del settore energetico di contribuire di più – ed è essenziale che lo facciano, invece di rimandare o addirittura evitare di pagare quanto gli viene chiesto”.

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