La stampa odierna pone l’accento sul forum Ambrosetti di Cernobbio, dove si svolge annualmente una riunione degli esponenti dell’economia e della finanza per fare il punto della situazione italiana in questo settore. Significativo il fatto che al tavolo d’onore, la cosiddetta tavola rotonda, sedevano Salvini, Meloni, Tajani, Letta e Calenda, cioè alcuni dei maggiori esponenti dei partiti neoliberisti che fanno parte del sistema politico dominante. Per quanto è stato possibile capire gli argomenti di discussione sono stati le sanzioni contro la Russia, per le quali Meloni ha detto che non è possibile tornare indietro; il reddito di cittadinanza, che ha visto contrapporsi da un lato la Meloni e Salvini, decisi per la sua soppressione, e dall’altro Letta che vuole mantenere in vita detto reddito, sia pur con qualche modifica.

Infine, come principale argomento, è stato trattato il problema dell’aumento del prezzo del gas. A questo proposito è da sottolineare che la Russia ha cominciato ad usare parole forti, minacciando la guerra nucleare e sottolineando che le trattative di pace possono avvenire soltanto sulle modalità dalla stessa avanzate. Particolare di notevole importanza è stato il fatto che Scholz e la Germania sono stati definiti nemici della Russia. Il dato fondamentale da sottolineare è comunque che in realtà gli effetti negativi delle sanzioni contro la Russia hanno riguardato principalmente l’Europa, la quale è apparsa disunita e disgregata nel risolvere questo problema. Si pensi innanzitutto che il prezzo del gas è stabilito da un mercato che ha sede in Olanda, in base ai prezzi fissati dalle multinazionali di questo tipo di energia, un prezzo che diviene obbligatorio per tutti gli Stati europei, esplicitamente sottoposti alle decisioni sovrane della finanza e delle multinazionali.

Devo notare inoltre che Olanda e Norvegia, unici esportatori di gas in ambito europeo, hanno ottenuto enormi guadagni a seguito dei predetti aumenti dei prezzi di questa materia prima. L’Olanda ha ottenuto un raddoppiamento del surplus commerciale dall’inizio della crisi ad oggi, e la Norvegia ha quadruplicato i suoi guadagni, raggiungendo la cifra record di 12,8 miliardi di euro, nell’esportazione del gas. I danni più ingenti sono stati quelli subiti dai paesi maggiormente importatori del gas russo, e cioè la Germania e l’Italia, i quali si differenziano tra loro per i correttivi posti in essere per aiutare le famiglie nel pagamento delle bollette: in Germania saranno stanziati 65 miliardi di euro, mentre in Italia non è stato ancora deciso nulla, se non la necessità di evitare qualsiasi scostamento di bilancio.

Altro fatto significativo è che la Francia ha nazionalizzato tutto il comparto dell’energia nucleare e che la stessa Germania ha deciso di acquistare azioni delle società private che gestiscono gas, compiendo così un passo nettamente in contrasto con la loro politica neoliberista. E pensare che l’Italia era proprietaria pubblica, al 100%, dell’Eni, che ora, a causa della privatizzazione operata nel 1992 dal governo Amato, da Ente pubblico economico è diventata una S.p.a. alla quale la Cassa depositi e prestiti (altro soggetto privatizzato) partecipa per il 30%. Il che produce limitatissimi effetti positivi per il bilancio dello Stato. Come si nota l’Unione europea appare al suo interno in una situazione contraddittoria, nella quale la coesione sociale, prevista dai trattati, è fortemente messa in pericolo a causa delle differenze economiche tra i paesi produttori di gas e gli altri Paesi membri, i quali sono alla ricerca disordinata di espedienti diretti a limitare i danni provocati da questa situazione economica.

Mi sembra che tutto quanto sta accadendo confermi che il mercato unico europeo, unitamente al mercato globale, è una sorta di mostro contro il quale non esiste nessuna possibilità di difesa, se non quella della nazionalizzazione delle fonti di energia, dei servizi pubblici essenziali, delle situazioni di monopolio, come prevede l’articolo 43 della Costituzione. Si tratta di un “principio fondamentale” del nostro ordinamento costituzionale che è stato violato, in modo imperterrito, dai nostri governanti e anche dall’ultimo governo Draghi, la cui volontà di distruggere la nostra encomia è riassuntivamente espressa nel decreto Concorrenza, il quale prevede la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali locali, compresa l’acqua, arrivando a porre sul mercato persino il servizio balneare e quello dei taxi.

Una debacle totale, voluta da Draghi, della quale il popolo non ha nozione perché oggetto delle menzogne propalate dai grandi mezzi di comunicazione. Insisto perciò nel dire che la nostra salvezza è solo nell’attuazione della Costituzione, della quale si è fatta portatrice Unione Popolare, di recente costituzione e ancora non molto conosciuta, mentre conosciuti sono gli altri partiti di sistema che stanno preparando la fine totale della nostra economia sulla quale si fonda la vita del nostro Stato-Comunità.

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Gas, prezzi alle stelle. Ma non c’è nulla di irragionevole

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