Pianeta Italia.

Scoppia la polemica sulla presunta efficacia dei farmaci anti-infiammatori non steroidei su ospedalizzazioni e decessi Covid. Su Twitter impazzano hashtag contro il ministro Speranza. L’argomento viene trattato dai mass media della penisola nel modo usuale. Uno immagina che i giornalisti che si occupano del tema leggano gli studi più solidi sull’argomento o per lo meno una recente revisione sistematica e meta-analisi pubblicata in letteratura scientifica internazionale, vero?

Nulla di tutto ciò! Forse si fidano dei pareri autorevoli degli autori dell’articolo apparso su Lancet Infectious Diseases allora? A proposito, ma l’ultimo autore dell’articolo è lo stesso che a settembre 2020 disse “la fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita” o un suo sosia?

E ora divertiamoci a controllare le differenze tra la versione mediatica italica e le prove scientifiche internazionali.

Un lettore a caso interessato all’efficacia degli anti-infiammatori non steroidi su ricoveri e decessi Covid, specie dopo l’ullaballoo di questi giorni, decide di leggere LaVerità, il Corriere della Sera e Huffington Post. LaVerità scrive un titolo ad effetto: “Scoprono che il Covid si può curare”. Ma anche il Corriere della Sera è nella stessa linea: “Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%”.

Ullapeppa!

Poi, legge Huffington Post e dovrebbe convincersi del tutto: “Secondo quanto riportato dalla rivista (l’autore intende la rivista scientifica Lancet Infectious Diseases: ma quando mai?, nda), per forme lievi e moderate di Covid i risultati sono di grande interesse rispetto all’efficacia dei Fans (gli antinfiammatori non steroidei): accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni scendono dell’80% (dato accorpato), le sole ospedalizzazioni dell’85-90%, il tempo di risoluzione dei sintomi si accorcia dell’80% e la necessità di supplementazione di ossigeno del 100%.”

Il lettore superficiale si ferma qui. E qualcuno magari inizia a urlare “ci avete tutti ingannati”, “dovete andare tutti in galera” e altri deliri del genere.

Il lettore attento invece legge anche l’articolo originale sulla rivista Lancet Infectious Diseases dalla quale gli autori degli editoriali su LaVerità, il Corriere della Sera e Huffington Post hanno preso spunto per scrivere i loro articoloni e, surprise surprise, non trova alcun riferimento a questo fantomatico “effetto 90%” degli anti-infiammatori non steroidei su ospedalizzazioni Covid.

Ma dai!?

In compenso, decide poi di approfondire la letteratura scientifica e trova una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata qualche mese fa e legge questo: “L’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) (in particolare ibuprofene, inibitore della COX-2 e aspirina a basso dosaggio) non è risultato associato a mortalità, tasso di ricovero in terapia intensiva, tasso di ventilazione meccanica o somministrazione di supporto respiratorio più elevati. Nonostante le preoccupazioni che i Fans possano aumentare la capacità di Sars-CoV-2 di invadere le cellule umane, non ci sono prove a sostegno del fatto che i Fans peggiorerebbero la prognosi di Covid-19.”

Capito?

Poi, il lettore attento si pippa via pure le linee guida del Centers for Disease Control sui trattamenti Covid. Alla fine delle sue letture, ha capito almeno due cose:

a) che non esiste alcuna prova scientifica solida a favore dell’ipotesi che i Fans riducano le ospedalizzazioni Covid del 90%;

b) che il livello di informazione in temi di salute pubblica in Italia non riesce a superare la soglia della pietà.

E poi si fa una domanda: chi vincerà il premio Bullshit Epidemiology 2022 per la miglior Covid Disinformation Performance tra i giornali italiani?

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